Dopo la chiusura del presidio di Modica Alta, una nuova segnalazione su Modica Sorda: struttura aperta ma nessuno. L’Asp verificherà lunedì.
Cassì frena sulle Regionali e apre all’ipotesi di restare sindaco fino al 2028
08 Nov 2026 18:35
Peppe Cassì potrebbe non lasciare anticipatamente Palazzo dell’Aquila. La candidatura alle Regionali rimane una possibilità «molto concreta», ma il sindaco di Ragusa mette adesso con altrettanta chiarezza sul tavolo anche l’altra ipotesi: restare alla guida della città fino alla conclusione naturale del secondo mandato, nel 2028.
Lo ha detto nei giorni scorsi in Consiglio comunale, in un intervento che apparentemente guarda soprattutto al futuro amministrativo della città. Ma alcune delle parole utilizzate sembrano contenere anche un messaggio politico rivolto al suo “nuovo” partito, Forza Italia.
«Non nascondo che c’è una probabilità molto concreta che io lasci il mio incarico per potermi candidare alle prossime elezioni regionali – ha detto Cassì – ma con altrettanta sincerità dico che non è escluso, anzi, che questa amministrazione possa continuare fino alla sua scadenza naturale».
Non è un dettaglio.
Soltanto poche settimane fa la prospettiva di una candidatura all’Ars sembrava sufficientemente concreta da avere già aperto la partita per la successione a Palazzo dell’Aquila. Lo stesso Cassì, parlando del vicesindaco Gianni Giuffrida, aveva detto che possiede «tutte le carte per essere un buon candidato sindaco», pur precisando che ogni scelta dovrà essere condivisa politicamente.
Leggi anche: Cassì pensa alle Regionali e indica Giuffrida tra i possibili successori
Adesso, invece, il sindaco rimette sul tavolo un’ipotesi che riduce inevitabilmente anche gli appetiti di chi già guarda alla prossima corsa per Palazzo dell’Aquila: potrebbe non esserci alcuna elezione comunale anticipata.
La decisione, ha spiegato Cassì, sarà presa nei primi mesi del prossimo anno.
«La mia scelta dipende dal quadro politico nazionale e da quello regionale che si andrà a configurare, dalle possibili date delle elezioni e da altri fattori che ovviamente dipendono anche dal partito al quale appartengo, Forza Italia».
Ed è soprattutto quest’ultima frase a meritare attenzione.
Il passaggio dal civismo a Forza Italia
Cassì ha ufficializzato il proprio ingresso in Forza Italia il 21 luglio 2025, dopo avere costruito entrambe le proprie vittorie comunali attorno a un progetto sostanzialmente civico. L’adesione fu formalizzata a Roma alla presenza del segretario nazionale Antonio Tajani e dell’allora segretario regionale Marcello Caruso.
Leggi anche: L’ingresso ufficiale di Peppe Cassì in Forza Italia
Una scelta rispetto alla quale lo stesso sindaco, oggi, non cerca scorciatoie.
«Ho detto dal primo momento che questa scelta avrebbe comportato un deficit di coerenza rispetto a un programma iniziale che mi aveva visto contrastare chiaramente il sistema dei partiti – ha ricordato in Consiglio –. Ho cercato di motivarla. Può essere piaciuta ad alcuni e ad altri no, ma non mi sono mai tirato indietro né mi sottraggo alla responsabilità delle mie scelte».
L’ingresso in Forza Italia apriva evidentemente anche una prospettiva politica oltre Palazzo dell’Aquila. Cassì è al secondo mandato e non potrà ricandidarsi alla guida della città. Una corsa alle Regionali rappresenta quindi uno degli sbocchi possibili del suo percorso.
Ma da allora gli equilibri dentro Forza Italia sono cambiati. Il ritorno dalla Lega a Forza Italia del parlamentare nazionale Nino Minardo, avvenuto più o meno nello stesso periodo in cui è arrivato nel partito il sindaco Cassì, ha modificato anche gli obiettivi regionali del partito.
Minardo è diventato commissario regionale di Forza Italia e ha assunto il compito di rafforzare il partito in Sicilia, allargarlo e costruire una classe dirigente più radicata nei territori.
Un obiettivo che nelle ultime settimane è diventato ancora più evidente: dopo il confronto con Renato Schifani, Minardo ha riunito decine di amministratori locali ribadendo la necessità di coinvolgere maggiormente sindaci e territori nella crescita del partito.
Leggi anche: Minardo riparte dai sindaci per rafforzare Forza Italia in Sicilia
E il tema della crescita di Forza Italia non è marginale nemmeno per Cassì.
Il nodo Minardo e la partita Schifani
Il nuovo equilibrio interno agli azzurri siciliani è emerso chiaramente a ottobre, quando Minardo ha cambiato tono rispetto alla possibile ricandidatura di Renato Schifani alla presidenza della Regione.
Dopo mesi nei quali non aveva chiuso la porta a un secondo mandato, il commissario regionale ha parlato della necessità di un «cambiamento netto» e di una «proposta politica completamente nuova».
Leggi anche: Quando Minardo mise in discussione l’automatismo del bis di Schifani
Ne è nato un confronto politico molto duro, poi arrivato fino a Roma.
Antonio Tajani ha confermato il sostegno al governo Schifani, ma contemporaneamente ha dato a Minardo il mandato di proseguire nel rinnovamento e nel rafforzamento del partito siciliano.
Leggi anche: Il vertice di Roma: Tajani blinda Schifani e conferma il mandato a Minardo
La questione della candidatura alla presidenza della Regione, tuttavia, non può ancora considerarsi definitivamente chiusa. E RagusaOggi aveva già evidenziato come questo nuovo assetto possa avere conseguenze dirette anche sulla possibile candidatura di Cassì nel collegio ragusano.
Leggi anche: Regionali 2027, il nuovo scenario e il bivio di Cassì
È dentro questo quadro che le parole pronunciate dal sindaco in Consiglio assumono un significato ulteriore.
Un messaggio alla città o soprattutto a Forza Italia?
Cassì sta dicendo alla città che la propria scelta non è ancora stata fatta.
Ma sta dicendo anche al partito che la candidatura regionale non è un destino obbligato. Bacino di voti compresi.
Se il quadro politico, le candidature e gli equilibri dentro Forza Italia non dovessero essere quelli ritenuti adeguati, Cassì ha ancora un’alternativa: restare sindaco fino al 2028.
Non significa che esista uno scontro aperto con Minardo: non ci sono elementi per affermarlo. Significa però che i rapporti politici tra un sindaco entrato relativamente da poco nel partito e il commissario regionale chiamato a costruire gli equilibri delle prossime elezioni devono ancora trovare un punto di equilibrio.
Forza Italia, del resto, punta esplicitamente a crescere e a costruire liste competitive. Non può essere semplicemente il veicolo elettorale di singole candidature, per quanto autorevoli.
Ed è per questo che la frase di Cassì può essere letta anche come una rivendicazione di autonomia: io alle Regionali posso andarci, ma posso anche restare dove sono.
Il passaggio a Forza Italia ha cambiato anche Palazzo dell’Aquila
Nel frattempo il passaggio dal civismo al partito ha avuto conseguenze politiche anche sulla maggioranza comunale.
Già nell’ottobre 2025 Ragusa Prossima aveva lasciato la maggioranza con le dimissioni dell’assessore Giorgio Massari, contestando proprio la trasformazione dell’originario progetto civico e l’ingresso di Cassì e di altri amministratori in Forza Italia.
Leggi anche: Ragusa Prossima lascia la maggioranza e accusa Cassì sulla fine del progetto civico
Un mese dopo aveva lasciato la Giunta anche Mario D’Asta. Tra gli elementi politici della vicenda aveva influito proprio il cambiamento dell’assetto della maggioranza, passato da un progetto civico a una presenza crescente di Forza Italia.
Leggi anche: Le dimissioni di Mario D’Asta e il nuovo assetto politico della Giunta
Diverso il caso di Giovanni Iacono, che ha lasciato l’esecutivo poche settimane fa motivando formalmente la scelta con ragioni personali e con la volontà, maturata da tempo, di concludere l’esperienza amministrativa. Ma i successivi interventi della lista Partecipiamo, lista di riferimento di Iacono, hanno in qualche modo fatto capire che dietro le motivazioni di Iacono c’erano anche altri aspetti. Nodi politici che adesso vengono al pettine e che hanno portato Partecipiamo a dichiarare di non essere interessata a inserire un proprio rappresentante nella Giunta comunale, al posto di Iacono.
Leggi anche: Le dimissioni di Giovanni Iacono dalla Giunta Cassì
Proprio quell’uscita ha però riaperto la crisi e portato al recente rimpasto.
Cassì ha nominato tre nuovi assessori: Carla Mezzasalma, Marco Antoci e Nunzio Basile, riportando la Giunta a nove componenti. Due dei nuovi ingressi, Mezzasalma e Antoci, sono anche consiglieri comunali: una soluzione che ha inevitabilmente avuto anche un peso nella ricerca di maggiore stabilità politica e numerica.
Leggi anche: La nuova Giunta Cassì con Mezzasalma, Antoci e Basile
Pochi giorni dopo è arrivata un’altra scossa: Oriana La Licata ha lasciato Direzione Ragusa, spiegando che non esistevano più le condizioni per proseguire lungo il percorso politico precedente. La sua futura collocazione non è stata ancora chiarita.
Leggi anche: Oriana La Licata lascia Direzione Ragusa
Il quadro, peraltro, era già cambiato da tempo. Nell’ottobre 2024 Federico Bennardo, Rossana Caruso e Sebastiano Zagami avevano lasciato la maggioranza e scelto l’opposizione.
Leggi anche: Quando Bennardo, Caruso e Zagami lasciarono la maggioranza Cassì
Piccoli cambiamenti ancora in Consiglio comunale, dove Giovanni Sortino, indicato da alcune voci di corridoio come possibile assessore comunale, ha lasciato la lista Partecipiamo-RagusaFutura per entrare nel gruppo Misto, pur dichiarando di continuare a sostenere la maggioranza consiliare.
«Andremo avanti come se il mandato durasse per sempre»
È in questo contesto non semplice che Cassì ha voluto mandare un messaggio anche alla nuova Giunta e alla propria maggioranza.
«Fino a quando non ci sarà una schiarita su tutti questi aspetti – ha detto – noi andremo avanti come se il nostro mandato non durasse altri quindici o diciotto mesi, ma come se durasse per sempre».
Il sindaco respinge quindi l’idea di un’Amministrazione già in fase di smobilitazione in attesa delle Regionali.
«L’obiettivo che ci poniamo è portare avanti con entusiasmo e determinazione un’azione amministrativa che non tenga conto del calendario, perché sarebbe questo sì un grave tradimento nei confronti degli elettori».
E ancora: «Non smetteremo di avere una visione politica della città, non smetteremo di programmare, non smetteremo di sognare e non smetteremo di mettere in campo tutta la forza che abbiamo».
Il messaggio ufficiale è dunque rivolto alla città: l’Amministrazione continuerà a lavorare senza considerarsi a fine corsa. Ma quello politico sembra avere più destinatari, anche chi, tra gli assessori attuali, potrebbe valutare la possibilità di candidarsi a sindaco per il dopo Cassì.
Insomma, a chi già prepara la successione a Palazzo dell’Aquila, Cassì ricorda che quella partita potrebbe non aprirsi così presto.
E a Forza Italia sembra dire che la candidatura regionale resta possibile, ma dovrà maturare dentro un quadro politico nel quale anche il sindaco di Ragusa intende avere voce.
Fino a qualche settimana fa la domanda sembrava essere soprattutto quando Cassì avrebbe lasciato Palazzo dell’Aquila per candidarsi all’Ars.
Dopo il suo intervento in Consiglio comunale, la domanda torna invece a essere un’altra: Cassì si candiderà davvero alle Regionali o resterà sindaco fino al 2028? La risposta, per sua stessa ammissione, arriverà nei primi mesi del prossimo anno.
© Riproduzione riservata