Sgombero al Petrulli di Ragusa: i richiedenti asilo che dormono all’aperto e il nodo dell’accoglienza

Sgombero al Petrulli di Ragusa: i richiedenti asilo che dormono all’aperto e il nodo dell’accoglienza

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Lo sgombero dell’immobile abbandonato nei pressi del campo sportivo «Petrulli» di Ragusa riapre il tema dell’accoglienza dei richiedenti asilo. Le persone allontanate dallo stabile erano circa trenta cittadini stranieri, presenti in città, a quanto pare, da gennaio 2026: possibili richiedenti protezione internazionale che, secondo la ricostruzione di Sinistra Italiana Ragusa, da quasi un anno non riuscivano a formalizzare la propria domanda per le lungaggini e le barriere burocratiche degli uffici competenti.

Prima di trovare rifugio nello stabile fatiscente, molti di loro avrebbero sostato per settimane all’addiaccio nel parcheggio della Questura, in attesa che venisse fissato un appuntamento per l’avvio della pratica. L’occupazione dell’immobile, sostiene il partito, sarebbe stata la conseguenza dell’arrivo del freddo autunnale e una scelta di sopravvivenza, in assenza di soluzioni alloggiative da parte delle istituzioni.

Il comunicato è una replica alle dichiarazioni del senatore Salvo Sallemi, che aveva letto lo sgombero come un successo dei decreti sicurezza del governo Meloni. Per Sinistra Italiana si tratta invece del fallimento delle politiche sull’immigrazione degli ultimi vent’anni, con radici nella legge Bossi-Fini. Il partito richiama le modifiche del decreto legge 113/2018, convertito nella legge 132/2018 durante il mandato di Matteo Salvini al Viminale, che hanno smantellato il modello dello Sprar, e il decreto legge 20 del 2023, convertito nella legge 50 del 5 maggio 2023, noto come «decreto Cutro», che ha escluso la generalità dei richiedenti asilo dall’accesso ordinario al Sai, il Sistema di accoglienza e integrazione.

Al posto dell’accoglienza diffusa, osserva Sinistra Italiana, la gestione è stata centralizzata nei centri prefettizi, strutture spesso sature e temporanee che, a suo giudizio, riversano sulla strada chi attende i documenti. Oggi i Cas, i centri di accoglienza straordinaria, ospiterebbero circa il 70 per cento dei migranti accolti. Lo sgombero, conclude il partito, non avrebbe ripristinato alcuna legalità ma solo spostato il problema, finché il diritto d’asilo sarà trattato come una questione di ordine pubblico e non come un percorso amministrativo e civile.

Sinistra Italiana Ragusa ringrazia infine i volontari del terzo settore che si sono presi carico della situazione delle persone sgomberate.

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(in copertina immagini di repertorio)

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