Modica, alle 3 di notte la guardia medica non risponde: un’ora per trovare un medico

Modica, alle 3 di notte la guardia medica non risponde: un’ora per trovare un medico

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A Modica la questione della continuità assistenziale torna prepotentemente al centro delle segnalazioni dei cittadini. E questa volta il racconto che arriva alla nostra attenzione solleva interrogativi che non possono essere liquidati come un semplice disguido organizzativo. Dopo la chiusura del presidio di guardia medica di Modica Alta, che ha privato un’intera parte della città di un importante punto di riferimento sanitario, emergono adesso problemi anche per chi cerca assistenza presso la sede di Modica Sorda.

L’ultima segnalazione riguarda una donna che, insieme a un familiare, nella notte ha avuto necessità di rivolgersi alla guardia medica. Erano circa le 3. Non trovandosi in buone condizioni fisiche e non avendo più a disposizione il presidio di Modica Alta, hanno provato a contattare telefonicamente quello di Modica Sorda. Nessuna risposta.

A quel punto, nonostante i malesseri, hanno deciso di raggiungere direttamente la sede del Presidio di continuità assistenziale di Modica Sorda. Ma anche lì la situazione non è cambiata: hanno suonato senza ottenere risposta. Hanno notato che la struttura era aperta, sono entrati, hanno chiamato, ma non hanno trovato nessuno.

Solo leggendo un cartello hanno individuato un numero di cellulare, apparentemente riconducibile al presidio di Frigintini. Dall’altra parte ha risposto un medico, descritto dalla cittadina come molto gentile e disponibile, che avrebbe riferito di non sapere con certezza se la guardia medica di Modica Sorda fosse scoperta, consigliando comunque di raggiungere Frigintini. E così hanno fatto.

Il risultato? Un’ora di spostamenti, telefonate e tentativi, nel cuore della notte, prima di riuscire finalmente a trovare un medico. Un racconto che, se confermato, evidenzia una situazione che merita risposte immediate.

La nostra redazione non è ancora riuscita a ottenere dall’Asp una ricostruzione precisa di quanto accaduto al presidio di continuità assistenziale di Modica Sorda. Si tratta, però, della seconda segnalazione ricevuta nell’arco di appena due settimane. Un elemento che rende necessario un chiarimento, soprattutto perché non stiamo parlando di un servizio accessorio, ma di un presidio sanitario al quale i cittadini dovrebbero poter fare riferimento nelle ore notturne e nei giorni festivi.

Abbiamo contattato l’Asp per chiedere spiegazioni. Dall’Azienda sanitaria ci è stato riferito che lunedì cercheranno di capire cosa sia successo e di verificare la situazione.

La vicenda riporta inevitabilmente al tema della chiusura della guardia medica di Modica Alta. Una decisione che ha già suscitato preoccupazione tra i residenti, costretti a fare riferimento ad altri presidi, con la necessità di spostarsi anche quando le condizioni fisiche non sono ottimali. Ma cosa succede se anche il presidio al quale si viene indirizzati non risponde?

Di fronte a situazioni simili, la domanda dei cittadini è inevitabile: se la guardia medica non risponde o non è operativa, cosa bisogna fare? Rivolgersi al Pronto soccorso dell’ospedale Maggiore?

Anche questa soluzione, però, non è priva di conseguenze. Chiunque abbia avuto necessità di recarsi al Pronto soccorso a Modica conosce bene le lunghe attese. Per problemi non classificati come urgenti, il rischio è quello di trascorrere lì un’intera notte o persino un’intera giornata prima di essere visitati. E non si può nemmeno pensare che ogni cittadino debba rivolgersi al Pronto soccorso per qualsiasi problema che richieda una valutazione medica, proprio perché la continuità assistenziale dovrebbe servire anche a evitare che situazioni non urgenti confluiscano tutte nell’emergenza ospedaliera.

La chiusura della guardia medica di Modica Alta ha già modificato gli equilibri dell’assistenza sul territorio. Se a questo si aggiungono difficoltà o possibili scoperture anche a Modica Sorda, il problema diventa ancora più serio. L’Asp dovrà chiarire cosa sia successo nella notte segnalata, verificare se il presidio fosse effettivamente scoperto, spiegare quali siano le modalità per contattare la continuità assistenziale e soprattutto garantire ai cittadini informazioni certe sulle sedi realmente operative. Perché non si può chiedere a una persona che sta male di mettersi in macchina alle tre del mattino e iniziare a cercare, quasi per tentativi, un medico disponibile. La sanità territoriale dovrebbe essere il primo punto di riferimento per i cittadini, non una caccia al presidio aperto.

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