Guardia medica a Modica Alta: “Troppi pochi accessi” e tre mesi di proteste finite nel nulla

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La Guardia medica a Modica Alta difficilmente tornerà ad essere quella di prima. Dopo tre mesi di proteste, annunci, vertici, rassicurazioni e soluzioni temporanee, il messaggio che arriva adesso dal confronto tra Fratelli d’Italia e il direttore generale dell’Asp di Ragusa, Pino Drago, restringe ulteriormente gli spazi per un ritorno della Continuità assistenziale nella storica sede di via Loreto. Il motivo indicato dal circolo cittadino di FdI è soprattutto nei numeri: secondo quanto riferisce il partito, negli ultimi mesi di attività a Modica Alta la Guardia medica avrebbe registrato appena 1,5 accessi al giorno.

Un dato che FdI utilizza per sostenere che il presidio non avesse più quella centralità assistenziale rivendicata in questi mesi dalle forze politiche e da una parte dei residenti. La nuova Guardia medica resta dunque nella Casa della Comunità di piazzale Baden Powell, alla Sorda, mentre Fratelli d’Italia punta piuttosto sul potenziamento di quella struttura, chiedendo che diventi anche un filtro per alleggerire il Pronto soccorso dai casi meno gravi. Nel comunicato il coordinatore cittadino Marco Nanì attacca inoltre quella che definisce una “strumentalizzazione” politica della vicenda e ricorda che la localizzazione della Casa della Comunità risale a scelte precedenti. Il dato degli accessi, tuttavia, è al momento una cifra riferita da FdI e non risulta accompagnato, nelle fonti pubbliche consultate, dalla pubblicazione della relativa documentazione statistica dell’Asp.

Per capire quanto pesi questa presa di posizione bisogna tornare al 15 giugno scorso, quando la Guardia medica lasciò praticamente dall’oggi al domani la sede di via Loreto per essere trasferita nella nuova Casa della Comunità alla Sorda. Molti cittadini scoprirono il cambiamento attraverso un cartello affisso all’ingresso del vecchio presidio. L’Asp spiegò che il trasferimento rientrava nell’attivazione della Casa della Comunità Hub e nel nuovo modello di assistenza territoriale.

La reazione politica fu immediata. La sindaca Maria Monisteri contestò che la normativa imponesse necessariamente la cancellazione della sede di Modica Alta e annunciò una battaglia istituzionale per mantenerla. Si mossero consiglieri comunali, partiti e residenti. Il problema posto era soprattutto quello della sanità di prossimità in un quartiere con una popolazione anziana e con cittadini non sempre in grado di raggiungere facilmente, soprattutto nelle ore notturne, la parte opposta della città. Il 19 giugno arrivò persino l’annuncio di una soluzione che sembrava poter salvare un presidio sanitario a Modica Alta; pochi giorni più tardi, tuttavia, dal confronto con l’Asp non emerse ancora una data certa.

Il 24 giugno arrivò infine l’annuncio del Comune: dal primo luglio via Loreto avrebbe avuto nuovamente un presidio H24, con il mantenimento della postazione medicalizzata del 118 e l’attivazione di personale infermieristico. Ma proprio qui si consumò quello che col passare delle settimane è diventato il vero equivoco della vicenda: a Modica Alta non era tornata la Guardia medica. Dal primo luglio entrò in funzione un ambulatorio infermieristico; una cosa diversa dalla Continuità assistenziale, perché gli infermieri non possono sostituire il medico nelle diagnosi, nelle prescrizioni, nei certificati e nelle visite mediche autonome. RagusaOggi lo aveva evidenziato già il giorno dell’apertura.

La soluzione, inoltre, era legata al piano estivo dell’Asp e aveva una scadenza precisa: 15 settembre. Alla fine di agosto tornarono quindi le preoccupazioni dei residenti e le richieste di chiarimento all’Azienda sanitaria. Nessuna proroga è arrivata e dal 16 settembre il presidio infermieristico non è più operativo. Ed è qui che il cerchio rischia oggi di chiudersi: la Guardia medica è rimasta alla Sorda, il servizio infermieristico estivo di via Loreto è terminato e dal confronto tra FdI e il vertice dell’Asp emerge una linea che guarda al rafforzamento della nuova sede più che al ripristino della vecchia. Dopo un’estate trascorsa discutendo su quale presidio sarebbe rimasto a Modica Alta, la domanda è diventata dunque ancora più semplice: che cosa resterà stabilmente in via Loreto? È questo, al di là delle schermaglie politiche e delle reciproche accuse di propaganda, il punto al quale Asp e istituzioni dovranno adesso dare una risposta definitiva.

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