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Il curioso caso dei vigili urbani dimenticati: la Questura non li cita, il sindacato scrive ai giornali
07 Nov 2026 07:30
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Ieri sera è arrivata in redazione, via Pec, una nota della segreteria provinciale del Diccap-Sulpm, il sindacato della Polizia locale. È indirizzata a RagusaOggi e ad altre quattro testate e, per conoscenza, al Questore, al sindaco, all’assessore alla Polizia locale e al comandante. L’oggetto è un «diritto di rettifica» sull’articolo che abbiamo dedicato allo sgombero interforze di contrada Petrulli. La colpa che ci viene contestata? Non aver citato, tra le forze impegnate nell’operazione, gli agenti della Polizia locale di Ragusa.
La nota, testualmente
«La scrivente O.S. apprendeva dalle testate giornalistiche in indirizzo, la presenza di un articolo che descriveva un intervento interforze effettuato in data 03 novembre c.a. per l’esecuzione di un massiccio sgombero all’interno di un immobile occupato abusivamente, senza menzionare però, il concorso del personale appartenente al Corpo di Polizia Locale di Ragusa. Si chiede pertanto sin da subito di pubblicare la presente come diritto di rettifica ex art. 8 Legge 8 febbraio 1948 nr. 47 (legge sulla stampa).
Tornando al contenuto dell’articolo, si evince che all’operazione, coordinata dalla Questura di Ragusa, prendevano parte i militari dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, il Reparto Mobile di Catania ed il personale dell’ASP di Ragusa, omettendo del tutto gli agenti della Polizia Locale di Ragusa che, invece, avrebbero dato il loro contributo eseguendo con puntualità e rigore le disposizioni impartite dal Dirigente preposto.
Una rettifica che non è una rettifica
Partiamo dalle parole, che per chi scrive contano. La legge sulla stampa riserva la rettifica a chi si vede attribuire atti, pensieri o affermazioni che ritiene lesivi della propria dignità o contrari a verità. Si rettifica un articolo sbagliato, non un articolo che non contiene un’informazione che a qualcuno sarebbe piaciuto leggere. E nel nostro pezzo non c’è nulla di falso: ogni riga corrisponde a quanto comunicato ufficialmente.
Il comunicato era della Questura
Il nostro articolo, come quelli delle altre testate, nasce dal comunicato stampa che la Questura di Ragusa ha inviato via Pec a tutte le redazioni il 5 novembre, con il titolo «La Polizia di Stato esegue uno sgombero di un immobile abbandonato». L’elenco delle forze impegnate è scritto nero su bianco: «Sono stati impiegati per lo sgombero personale della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, con il supporto del Reparto Mobile di Catania e dell’ASP di Ragusa». Della Polizia locale, nel comunicato, non c’è traccia. E non ce n’è nemmeno nei lanci delle agenzie di stampa, anche delle più autorevoli d’Italia.
Se qualcuno ha dimenticato gli agenti della Polizia locale, dunque, non è stata la stampa. La nota, semmai, andava indirizzata alla Questura e al Questore, ( enon solo per conoscenza) che quel comunicato hanno scritto e diffuso. Il sindacato ha preferito prendersela con i giornali: evidentemente è più facile mostrarsi forti con quello che si considera l’anello più debole della catena. Forse c’è un problema di rapporti tra la Polizia locale e le altre forze dell’ordine della città, forse si è trattato soltanto di una dimenticanza. Ma non è un problema che si risolve intimando ai giornalisti di correggere ciò che non è sbagliato.
E se alla Polizia locale stava così a cuore essere citata, il suo sindacato avrebbe potuto ricordare agli iscritti ed al comandante che aveva un modo semplicissimo per ottenere la citazione senza rischi di dimenticanze: informare la stampa, come fanno le altre forze di polizia, e consentire ai giornalisti di seguire lo sgombero e di raccontare dal vivo chi c’era e che cosa faceva.
Le Pec per la visibilità, il silenzio per le domande
C’è poi un’ultima cosa. Il Sindacato pare conoscere benissimo gli indirizzi Pec e le mail dei giornalisti, come dimostra questa nota. Consigliamo che questi indirizzi li fornisca al comando di Ragusa dato che le richieste di informazioni che RagusaOggi ha inoltrato, attraverso una nostra collega, oltre un mese fa sono ancora senza risposta. I giornalisti non possono essere ignorati quando fanno domande, magari scomode, e ricordati soltanto quando c’è da chiedere di essere citati, per di più rivolgendosi all’interlocutore sbagliato.
Ne prendiamo atto e lo scriviamo volentieri: allo sgombero di contrada Petrulli hanno partecipato anche gli agenti della Polizia locale di Ragusa. Ma ci dispiace che la Polizia locale di Ragusa , attraverso il sindacato, scelga di rapportarsi con la stampa in questo modo: il silenzio quando si chiedono informazioni, le Pec quando si chiede visibilità.
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