Ragusa-Catania, dopo rassicurazioni di Cmc, i sindacati contestano: «Aspettative disattese»

Ragusa-Catania, dopo rassicurazioni di Cmc, i sindacati contestano: «Aspettative disattese»

Decidi tu come informarti su Google.
Aggiungi RagusaOggi alle tue Fonti preferite. Quando cercherai una notizia, ci troverai più facilmente.
AGGIUNGI

L’incontro tanto atteso c’è stato, ma la vertenza del Lotto 3 dell’autostrada Ragusa-Catania non si chiude. Dopo il confronto di martedì 3 novembre, tra i vertici di Cmc Ravenna e Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil, l’impresa ha messo sul tavolo tre impegni: nessun licenziamento, stipendi e casse edili pagati nei tempi del contratto, cantieri sbloccati entro gennaio. Per i sindacati, tuttavia, le rassicurazioni non bastano: lo stato di agitazione resta in piedi e la mobilitazione è confermata.

Ragusa-Catania, le promesse di Cmc su lavoro e stipendi

Era stato proprio l’annuncio di questa convocazione a far sospendere lo sciopero che i lavoratori del Lotto 3 avevano in programma per martedi. Secondo la nota dell’azienda, ripresa dall’agenzia Agi, la ripartenza delle commesse seguirà un ordine di priorità fissato su basi tecniche e finanziarie.

Il gruppo, che ha preso in carico Cmc Coop e Manelli, sta gestendo il subentro in 65 cantieri in tutta Italia, per un valore complessivo di circa 6 miliardi di euro. Il presidente Antonio Politano ha ammesso le «gravi criticità strutturali» ereditate. Ha rivendicato, inoltre, un percorso di stabilizzazione condotto finora senza licenziamenti, cassa integrazione o aiuti pubblici, anche grazie a un recente accordo con un fondo che ha reso liquide le riserve maturate negli anni.

I sindacati: «Aspettative disattese»

Di tutt’altro tono il giudizio delle tre sigle. Secondo Feneal, Filca e Fillea, l’azienda ha fornito solo in parte le informazioni richieste. Restano sul tavolo le loro domande: un piano industriale, tempi certi per la ripresa dei cantieri e la regolarità nel pagamento di stipendi, voci accessorie e casse edili. Si attende, intanto, di fissare un nuovo incontro proprio sul piano industriale.

Nella loro nota i sindacati parlano, in generale, di cantieri del gruppo fermi da oltre un anno e di circa duemila addetti tra Palermo, Catania, Bari, Taranto, Genova, Milano e altre città. Il primo banco di prova, avvertono, sarà il pagamento delle retribuzioni. Se gli impegni non saranno rispettati, nuove iniziative di protesta scatteranno già dalla prossima scadenza.

Cosa cambia per il Lotto 3

Per la Ragusa-Catania, quindi, la partita resta aperta. Le richieste sono le stesse che avevano portato i sindacati a proclamare lo sciopero nel cantiere del Lotto 3: retribuzioni regolari, tutela di tutti i posti di lavoro e un cronoprogramma credibile. Su altri fronti dell’opera, peraltro, i lavori vanno avanti, come nella galleria dove lo scavo ha raggiunto il 93%. Ora l’attenzione si sposta sulla prossima busta paga. Sarà lì, più che nelle note ufficiali, che si misurerà la distanza tra le promesse dell’azienda e i timori di chi lavora in un cantiere atteso da decenni dalla Sicilia sudorientale.

LEGGI ANCHE

© Riproduzione riservata

Invia le tue segnalazioni a info@ragusaoggi.it