Giardino Ibleo, gli archeologi aprono il cantiere ai cittadini: cosa si cerca a Ibla

Giardino Ibleo, gli archeologi aprono il cantiere ai cittadini: cosa si cerca a Ibla

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Per un mese il fazzoletto di terra accanto al Giardino Ibleo diventa un’aula all’aperto. Lo scavo al Giardino Ibleo entra nel vivo con una vera e propria residenza archeologica: studenti e docenti vivranno a Ibla per tutto novembre, a pochi passi dal cantiere, e almeno una volta alla settimana racconteranno ai cittadini ciò che il terreno restituisce.

Alla base c’è l’accordo di collaborazione tra Comune e Soprintendenza per i Beni culturali e ambientali di Ragusa, approvato dalla Giunta il 20 ottobre, per la residenza archeologica nel centro storico e per lo scavo nell’area del demanio regionale dei Giardini Iblei.

Chi scava al Giardino Ibleo

Sul campo ci saranno fino a dodici studenti universitari, guidati da un docente. Arrivano grazie alla convenzione che la Soprintendenza ha con l’Università telematica San Raffaele di Roma per ricerche e studi nel territorio ibleo; il referente scientifico è il professor Carmelo Malacrino. L’accoglienza degli studenti è prevista dal 1° al 28 novembre, mentre il docente coordinatore resterà in città dal 30 ottobre al 30 novembre. Le spese logistiche rientrano tra quelle generali dell’intervento finanziato con la legge regionale 61 del 1981 per il centro storico.

I Cantieri aperti ogni settimana

La novità più attesa riguarda proprio i ragusani. Almeno una volta alla settimana sono previste le giornate dei «Cantieri aperti»: studenti e responsabili scientifici illustreranno di persona a residenti e visitatori i primi risultati dello scavo. L’atto parla di un modello che unisce ricerca sul campo, formazione dei giovani, coinvolgimento della città e promozione turistica e culturale.

Come avevamo raccontato, in quest’area non si scavava dagli anni Ottanta: la campagna fa parte del progetto «Hybla – Archeologia e Architettura Antica».

Prima di progettare, conoscere il sottosuolo

C’è infatti un secondo obiettivo, ed è quello che spiega i tempi. Lo scavo serve ad accertare quanto sia ricco il deposito archeologico sotto l’area compresa tra gli scavi esistenti e la chiesa di San Vincenzo Ferreri. Proprio lì l’amministrazione vuole realizzare un nuovo spazio culturale all’aperto, pensato anche come teatro: un’idea già inserita nel piano di spesa della legge su Ibla.

Per disegnarlo la Commissione Centri storici, nella seduta del 20 maggio, ha deciso di bandire un concorso di progettazione in due fasi. Chi parteciperà dovrà fare i conti con ciò che emergerà in queste settimane: quello che oggi gli archeologi riporteranno alla luce sotto gli occhi dei cittadini sarà il punto di partenza del teatro di domani.

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