Vittoria, stretta sulla movida fino a giugno: niente alcol da asporto dalle 12

Vittoria, stretta sulla movida fino a giugno: niente alcol da asporto dalle 12

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Otto mesi di regole più severe per le serate di Vittoria e Scoglitti. Il sindaco Francesco Aiello rinnova e allunga la stretta sulla movida: fino al 30 giugno 2027 l’alcol da asporto non si potrà vendere dalle 12 alle 7 del mattino, la sera il vetro dovrà sparire dalle strade e nelle piazze non si potrà più bivaccare.

Il nuovo provvedimento raccoglie il testimone dell’ordinanza anti-degrado firmata a giugno, rimasta in vigore fino al 30 ottobre. Questa volta, però, i divieti accompagneranno la città per tutto l’inverno e fino alle porte della prossima estate.

Perché il sindaco ha firmato l’ordinanza sulla movida a Vittoria

Nelle premesse il Comune parla di quiete pubblica disturbata, danneggiamenti, atti vandalici e risse nelle piazze, in particolare in piazza del Popolo, in via Cavour e in piazza Sorelle Arduino. Le segnalazioni dei cittadini descrivono partite a pallone sui sagrati delle chiese, monopattini e skateboard tra i pedoni, gruppi che bevono all’aperto già dal primo pomeriggio, liti e rifiuti abbandonati.

Secondo l’atto, i controlli della Polizia locale e delle altre forze dell’ordine confermano che questi fenomeni persistono, in città come a Scoglitti. Del resto, negli ultimi giorni il tema era tornato al centro del dibattito, tra l’ennesima rissa in città e lo sfogo di uno studente sulle serate segnate dalla paura.

Alcol: cosa si può comprare e quando

Dalle 12 alle 7 di ogni giorno è vietata la vendita di bevande alcoliche, di qualunque gradazione, nei bar, nei distributori automatici H24, nei negozi di vicinato, nei minimarket e nei supermercati. Il divieto riguarda l’asporto: chi consuma all’interno di un locale autorizzato, o ai tavolini esterni in concessione, potrà continuare a farlo.

Le eccezioni sono tre. Le bottiglie si possono acquistare se fanno parte di una spesa che comprende altri alimenti o prodotti, per un valore almeno pari a quello dell’alcol. Pizzerie, panifici, gastronomie e rosticcerie possono vendere alcolici da asporto insieme al cibo. Infine, il divieto non vale per sagre ed eventi organizzati o patrocinati dal Comune, dove però si dovranno usare soltanto contenitori di carta.

Vetro, bivacchi e gradini off limits

Dalle 18 alle 7 è vietato bere all’aperto da bottiglie di vetro e lattine, che si tratti di alcolici o di analcolici. Vietato anche abbandonare contenitori e rifiuti sul suolo pubblico.

A qualunque ora sono proibiti gli assembramenti che non servono alla normale fruizione degli spazi, soprattutto in forma di bivacco o con schiamazzi e casse musicali. La regola vale nelle piazze, in via Cavour e sul lungomare di Scoglitti, tra Lanterna e Kamarina.

In via Cavour e in piazza del Popolo l’ordinanza entra nei dettagli. Non ci si potrà sedere sui gradini e sulle balaustre del teatro comunale, della chiesa e dei monumenti, né sugli usci di negozi e vetrine. Vietato anche appoggiare i piedi sulle panchine, togliersi le scarpe e lasciare bicchieri su panche e balaustre. Stop, infine, a pallone, biciclette, monopattini, pattini e skateboard quando creano pericolo nelle aree pedonali, nelle piazze e nei parchi comunali, a cominciare dalla villa comunale. Proprio sui monopattini si erano concentrati, pochi giorni fa, i controlli a tappeto dei carabinieri in centro.

Multe fino a 500 euro e attività a rischio

Per i giochi pericolosi la sanzione va da 25 a 500 euro. Chi viene sorpreso a bere da vetro o lattine paga invece 250 euro, come stabilito da una delibera di Giunta del 2024; se il pagamento arriva oltre i sessanta giorni, la somma raddoppia. Chi viola le regole dovrà smettere subito e ripulire, anche con l’applicazione delle norme sul cosiddetto Daspo urbano.

La partita più delicata, tuttavia, riguarda i commercianti. Per chi non rispetta l’ordinanza sono previste anche la sospensione e la revoca dell’attività, secondo il regolamento comunale di sicurezza urbana e le norme sul commercio.

A far rispettare i divieti saranno la Polizia municipale e le altre forze dell’ordine. Contro l’ordinanza si può ricorrere al Tar entro 60 giorni oppure, in alternativa, al Presidente della Regione entro 120.

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