Il protocollo tra Sicindustria e Asp entra nella fase operativa: una ventina di aziende iblee aderenti, 1.200 lavoratori coinvolti e fino a 4.000 persone con i familiari.
Frigintini, mensa sotto accusa: i genitori si appellano al Consiglio comunale
31 Ott 2026 08:54
Piatti rifiutati, cibo sprecato e molte famiglie che hanno già rinunciato alla mensa. Il Comitato spontaneo dei genitori del plesso di Frigintini dell’Istituto comprensivo «Carlo Amore» di Modica torna a denunciare le criticità della refezione scolastica e questa volta si rivolge al Consiglio comunale.
Con una nota inviata via Pec al presidente del Consiglio, ai capigruppo e a tutti i consiglieri, i genitori chiedono un intervento. Alla base, spiegano, ci sono il silenzio dell’amministrazione dopo le segnalazioni già inviate, l’assenza di miglioramenti e i ripetuti ritardi nella nuova gara d’appalto. Il 17 ottobre, in un’intervista a Video Mediterraneo, l’assessora alla Pubblica istruzione Concetta Spadaro aveva prospettato la pubblicazione del nuovo bando entro il 19 ottobre: secondo il Comitato, sui canali ufficiali dell’ente non risulta ancora alcun atto.
I problemi segnalati riguardano la temperatura delle pietanze al momento del servizio, la preparazione degli alimenti e la cottura non sempre ottimale. Ne derivano il frequente rifiuto del cibo, con conseguente spreco, e la scelta di molte famiglie di lasciare la mensa e provvedere da sole al pranzo dei figli. Per i genitori i ritardi della gara non possono giustificare il protrarsi dei disservizi: anche in attesa del nuovo appalto il Comune deve garantire verifiche puntuali, controlli costanti e misure correttive. Per chi frequenta il tempo pieno o prolungato, ricordano, la mensa fa parte dell’esperienza educativa e del diritto allo studio.
Ai consiglieri, senza distinzioni di schieramento, il Comitato chiede di domandare all’amministrazione chiarimenti su quattro punti: le verifiche di qualità effettuate sul servizio, le criticità contestate formalmente alla ditta, le misure correttive immediate con l’attuale gestione e i tempi del nuovo bando. «Non chiediamo privilegi né intendiamo alimentare polemiche», scrivono i genitori, che si dicono disponibili a un confronto costruttivo con le istituzioni.
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