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A Ragusa attese fino a due mesi per un’autobotte d’acqua
08 Ott 2026 20:39
Fino a due mesi, in alcuni casi addirittura due mesi e mezzo, per ricevere un’autobotte d’acqua a domicilio. È il tempo di attesa che viene segnalato per alcune abitazioni di Ragusa non raggiunte dalla rete idrica e che dipendono quindi dal servizio di approvvigionamento predisposto dal Comune.
Il problema riguarda un numero consistente di utenze. Secondo le informazioni raccolte nelle ultime settimane, sarebbero circa 600 le utenze che fanno riferimento al servizio, mentre attualmente le consegne verrebbero effettuate con due autobotti, per una media indicata di 8-10 interventi al giorno.
Un rapporto tra richieste e capacità del servizio che, secondo le segnalazioni, sta producendo tempi di attesa particolarmente lunghi. Per chi vive in un’abitazione priva di collegamento alla rete, infatti, l’autobotte non rappresenta un servizio aggiuntivo, ma una necessità per poter disporre dell’acqua per le normali esigenze quotidiane.
È proprio sui tempi di risposta che si concentra adesso la richiesta di chiarimenti rivolta all’amministrazione comunale. La questione è destinata a essere approfondita anche sul piano amministrativo, per verificare come sia stato organizzato il servizio, quante siano effettivamente le utenze interessate, quali risorse siano state stanziate, quali mezzi siano disponibili e quali siano i tempi medi reali delle consegne.
A sollevare pubblicamente il caso è il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale, Peppe Calabrese, che annuncia un accesso agli atti proprio per ricostruire nel dettaglio il funzionamento del servizio.
“Dalle informazioni e dalle segnalazioni che abbiamo raccolto emerge un quadro molto preoccupante: circa 600 utenze farebbero riferimento al servizio e, con appena due autobotti impiegate e una media di 8-10 consegne al giorno, ci vengono segnalati tempi di attesa che possono arrivare a due mesi e, in alcuni casi, persino a due mesi e mezzo”, afferma Calabrese.
Il giudizio politico del Pd è netto: secondo il gruppo consiliare, l’attuale organizzazione non sarebbe adeguata alle esigenze delle famiglie interessate e l’amministrazione dovrebbe intervenire per aumentare la capacità del servizio.
“Se la capacità prevista non è sufficiente a soddisfare le esigenze di centinaia di famiglie, il Comune ha il dovere di trovare una soluzione. Non si può chiedere ai cittadini di adattarsi alla mancanza d’acqua: è il servizio che deve essere dimensionato sulle necessità dei cittadini”, sostiene Calabrese.
Il capogruppo del Pd chiama in causa direttamente l’assessore Gianni Giuffrida e l’Amministrazione Cassì, chiedendo un intervento urgente per ridurre i tempi di attesa. Il gruppo consiliare invita inoltre i cittadini che stanno subendo ritardi o disservizi a segnalare i propri casi.
“Su una cosa non siamo disponibili a discutere: all’acqua non si rinuncia”, conclude Calabrese, annunciando che, in assenza di risposte e soluzioni in tempi rapidi, il Pd è pronto a promuovere una forte iniziativa di protesta.
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