Nei primi nove mesi del 2026 l'Isola garantisce nei tempi il 77,8% delle prime visite, contro l'86,6% di un anno fa: il calo più forte d'Italia. Esami diagnostici al 72,3%, tra i dati più bassi del Paese.
Liste d’attesa, la Sicilia è la regione che peggiora di più: sconosciuti numeri di Ragusa
04 Nov 2026 17:57
Mentre il resto d’Italia accorcia i tempi, la Sicilia torna indietro. Lo dicono i numeri del Bollettino sulle liste di attesa dell’Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, con i dati aggiornati al 30 settembre 2026: nei primi nove mesi dell’anno l’Isola ha garantito entro i tempi massimi solo il 77,8% delle prime visite specialistiche, contro l’86,6% dello stesso periodo del 2025.
Un calo di 8,8 punti in un anno: è il peggioramento più forte tra tutte le regioni italiane. La Sicilia, che un anno fa stava sopra la media, ora scivola nella fascia tra il 70 e il 79% ed è sotto il dato nazionale, salito dal 76,9% al 78,6%. Lo stesso bollettino lo scrive chiaro: tra le regioni di questa fascia «si registra un peggioramento in Sicilia».
Esami diagnostici, peggio fanno solo in tre
Ancora più pesante il quadro degli esami diagnostici. In Sicilia quelli erogati nei tempi di garanzia passano dal 75,5% al 72,3%, mentre la media italiana sale dall’83,3% all’85%. Quasi tredici punti di distanza. Con un risultato più basso ci sono soltanto Puglia (63,4%), Umbria (64,7%) e Valle d’Aosta (69,7%); insieme alla Provincia autonoma di Bolzano, la Sicilia è l’unica a peggiorare nella sua fascia. Il confronto con le regioni più virtuose è impietoso: per gli esami Veneto (97%), Campania (95,8%) e Basilicata (95,1%) stanno sopra il 95%; per le prime visite la Basilicata arriva al 99%.
Un peggioramento che continua
Non è un dato isolato. Già il bollettino precedente, con i dati al 30 giugno, aveva fotografato la frenata: nel primo semestre le prime visite nei tempi erano scese al 79,7% e gli esami al 71,9%. Tre mesi dopo, sulle visite, la discesa è proseguita. A livello nazionale Agenas parla invece di un «trend di miglioramento diffuso»: le prenotazioni sono passate da 19,7 a 21,8 milioni e quelle rispettate nei tempi sono cresciute di oltre due milioni. Restano però critiche alcune prestazioni, come la visita dermatologica (69,9%) e la colonscopia (69,3%), che pure migliorano.
E in provincia di Ragusa?
Il bollettino non scende al dettaglio delle singole aziende sanitarie, quindi non ci sono numeri ufficiali per l’Asp di Ragusa. Nei giorni scorsi, esattamente il 27 Ottobre, avevamo chiesto informazioni all’Asp ma la nostra richiesta non ha avuto alcun seguito. Le storie che arrivano in redazione raccontano bene cosa c’è dietro le percentuali: dal paziente che si è visto fissare un esame delicato nel 2028 al giovane con un tumore alla vescica e l’esame dopo cinque mesi, fino al sit-in davanti all’ospedale di Comiso contro liste d’attesa e carenze del pronto soccorso.
Agenas precisa che i dati riguardano le prestazioni del Piano nazionale di governo delle liste d’attesa prenotate attraverso il servizio sanitario, e che con ogni Regione è in corso un confronto. Per la Sicilia, numeri alla mano, la strada per tornare dove era un anno fa è ancora lunga.
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