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Sant’Anna, arriva la svolta per la chiesa: la Provincia approva la determina e oggi invia la PEC alla Regione
04 Nov 2026 11:05
Potrebbe finalmente sbloccarsi la lunga vicenda della chiesa di Sant’Anna, nel quartiere Dente di Modica, chiusa al culto dal 2017. Questa volta arriva un passaggio concreto: il Libero Consorzio Comunale di Ragusa ha risolto le criticità tecniche e amministrative che avevano rallentato l’iter relativo al progetto presentato dalla Diocesi e ha adottato la determina presidenziale necessaria per proseguire la procedura.
L’atto, firmato dalla presidente del Libero Consorzio, Maria Rita Schembari, porta il numero 204 del 30 luglio 2026 e riguarda gli interventi di completamento dei lavori relativi all’infrastruttura di culto, con specifico riferimento al restauro della chiesa parrocchiale di Sant’Anna. Un risultato al quale ha contribuito anche il lavoro del dirigente del Settore Tecnico, l’ingegnere Carlo Sinatra, che si è adoperato per superare le problematiche emerse nella documentazione progettuale.
Proprio Sinatra ha assicurato che nella giornata di oggi sarà trasmessa tramite PEC alla Regione Siciliana la documentazione necessaria per accedere al finanziamento. Si tratta del passaggio atteso per consentire di proseguire l’iter e arrivare alla disponibilità delle risorse. La somma prevista è di 330 mila euro, stanziata attraverso un emendamento alla finanziaria regionale promosso dal deputato all’ARS Ignazio Abbate il 24 ottobre 2025, destinata alla manutenzione straordinaria e alla messa in sicurezza dell’edificio.
Il Libero Consorzio Comunale di Ragusa svolge il ruolo di stazione appaltante, mentre il finanziamento è regionale. I lavori, consegnati e avviati nel maggio 2025, avevano subito una battuta d’arresto proprio a causa delle criticità tecnico-burocratiche legate al progetto e agli atti necessari per procedere. Una situazione che aveva alimentato la protesta dei parrocchiani, guidati dal parroco don Crescenzio Mucia, tornati nei giorni scorsi a chiedere con forza la restituzione della propria chiesa.
L’edificio è chiuso dal 2017 a causa di problemi strutturali e del deterioramento degli intonaci. Da allora, una comunità di circa 5.000 persone è costretta a celebrare le funzioni religiose negli spazi del salone Don Bellassai, senza poter disporre della propria chiesa per le celebrazioni e i momenti più importanti della vita parrocchiale, compresi i funerali. «Abbiamo la nostra Casa e la pretendiamo. Adesso basta, vogliamo la nostra Chiesa», era stato l’appello dei fedeli.
Adesso, con la determina presidenziale approvata e la trasmissione della PEC alla Regione, si apre una fase nuova. Non è ancora il traguardo della riapertura, ma è certamente un passaggio importante dopo anni di attesa. La comunità di Sant’Anna spera che alle procedure seguano finalmente i fatti e che la propria chiesa possa tornare presto a essere un luogo di culto e un punto di riferimento per tutto il quartiere.
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