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Caos nel carcere di Ragusa: detenuto devasta l’ufficio del comandante e tenta di colpirlo
04 Nov 2026 11:09
Momenti di forte tensione ieri all’interno della Casa circondariale di Ragusa, dove un detenuto avrebbe devastato l’ufficio del comandante di reparto e tentato di colpirlo durante un colloquio.
L’episodio, secondo quanto riferito dalla Polizia Penitenziaria, si è verificato nel corso di un incontro nell’ufficio del commissario capo Claudio Iacobelli.
Per cause ancora da chiarire, il detenuto sarebbe improvvisamente andato in escandescenza, scagliandosi contro gli arredi della stanza. Vetrine infrante, tavoli rovesciati e sedie lanciate con violenza avrebbero trasformato in pochi istanti l’ufficio in uno scenario di devastazione.
Uno degli oggetti sarebbe stato scagliato direttamente contro il comandante, che sarebbe riuscito a evitarlo.
A quel punto è intervenuto un altro agente presente nelle vicinanze. Il detenuto sarebbe stato bloccato dopo una fase particolarmente concitata, durante la quale avrebbe continuato a opporre resistenza e a rivolgere insulti e minacce al comandante.
Dopo quanto accaduto, Iacobelli ha chiesto formalmente al Provveditorato regionale l’allontanamento del detenuto dalla struttura ragusana.
«In oltre 41 anni di servizio, nessuno aveva mai provato ad aggredire me o un altro comandante», ha dichiarato Iacobelli, sottolineando come episodi di questo tipo rappresentino un ulteriore segnale delle difficoltà con cui il personale è costretto a confrontarsi quotidianamente.
Il comandante ha annunciato che dell’accaduto saranno informati il Garante dei detenuti, gli uffici dipartimentali competenti e la Procura della Repubblica.
L’episodio riporta così l’attenzione sulle condizioni della Casa circondariale di Ragusa e, in particolare, sul rapporto tra numero dei detenuti e personale disponibile.
Gli ultimi dati ufficiali del Ministero della Giustizia, aggiornati al 3 novembre, indicano 221 detenuti presenti a fronte di 196 posti regolamentari, dei quali 13 non disponibili.
Sul fronte della Polizia Penitenziaria risultano invece 83 agenti effettivamente in servizio rispetto ai 98 previsti in organico.
Un quadro che contribuisce a spiegare le difficoltà operative denunciate da tempo dal personale.
Solo poche settimane fa, all’interno dello stesso istituto, un controllo straordinario aveva portato al sequestro di due smartphone nascosti nelle celle e di numerosi oggetti non consentiti, alcuni dei quali ritenuti potenzialmente pericolosi.
In quella occasione erano stati richiamati anche agenti fuori servizio e personale proveniente da Catania e Siracusa.
Il nuovo episodio di ieri aggiunge quindi un altro elemento a una situazione già delicata, nella quale la gestione quotidiana della sicurezza continua a pesare su un organico inferiore a quello previsto.
Adesso sarà necessario ricostruire nei dettagli quanto avvenuto nell’ufficio del comandante e verificare le eventuali conseguenze disciplinari e giudiziarie per il detenuto coinvolto.
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