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Ragusa, l’ex assessore Iacono: le dimissioni non c’entrano con lo squilibrio dei conti
01 Nov 2026 09:17
Dopo oltre otto anni alla guida del Bilancio del Comune di Ragusa, Giovanni Iacono sceglie di rispondere a chi ha legato il suo addio alla Giunta ai conti in difficoltà. L’ex assessore interviene, dice, perché «chiamato in causa», e lo fa per smontare una lettura che giudica senza fondamento: le sue dimissioni non avrebbero nulla a che vedere con il presunto squilibrio della gestione corrente del 2026.
Sulle ragioni del passo indietro, racconta Iacono, si sono rincorse le interpretazioni più diverse, alcune a suo dire «gravi e diffamatorie». Le motivazioni vere, ricorda, sono pubbliche e protocollate: due pagine consegnate al sindaco e al segretario generale, dalle quali si ricostruiscono i tempi e i motivi della scelta. Ed è una scelta che rivendica come volontaria, presa «senza avere commesso nulla».
Nessun allarme prima delle dimissioni
Il punto centrale della replica riguarda i rapporti con gli uffici. In tutti questi anni, spiega l’ex assessore, il suo interlocutore sono stati i dirigenti del settore finanziario, compreso quello attuale, dal quale fino al giorno delle dimissioni non avrebbe ricevuto alcun segnale, né formale né informale, di uno squilibrio. Del resto, osserva, la ragioneria non è il soggetto che genera le spese: «È come dare la colpa ai vigili del fuoco per l’incendio che viene appiccato».
Iacono rivendica i risultati di otto anni di gestione di bilanci, strumenti finanziari e tributi, certificati, sottolinea, da tutti gli organismi di controllo previsti dalla legge, a cominciare dal collegio dei revisori. E ricorda che anche quest’anno la salvaguardia degli equilibri di bilancio è stata approvata entro il termine del 31 luglio.
La delibera del 20 ottobre
L’ex assessore dice di aver preso atto della deliberazione di Giunta numero 359 del 20 ottobre 2026 e della relazione del dirigente allegata. Una Giunta di cui non faceva più parte e che ha dichiarato lo squilibrio di parte corrente, motivandolo con un incremento eccezionale e imprevedibile dei costi di gestione, spese che non si potevano prevedere né nel bilancio di previsione né nella verifica estiva degli equilibri. Le variazioni di bilancio, osserva Iacono, sono atti ordinari; molto meno ordinarie sono richieste di spesa definite «abnormi», arrivate nonostante le note di vigilanza finanziaria inviate ogni anno agli uffici.
Secondo l’ex assessore, proprio questa vicenda dimostrerebbe la solidità dei conti costruiti negli ultimi anni: la spesa imprevista può trovare copertura grazie a un consistente fondo per le passività potenziali, accantonamento facoltativo che l’amministrazione aveva comunque previsto, e a un avanzo libero di 4.797.306,02 euro, di cui poco più di un milione già utilizzato.
Dichiarare lo squilibrio, conclude Iacono, è stata un’opzione legittima, alla quale però non ha partecipato. Altre strade, suggerisce, potranno essere valutate ora con il nuovo assessore Antoci, che conosce bene la macchina comunale: tenendo conto del rendiconto approvato nei termini, della salvaguardia degli equilibri di luglio e degli strumenti previsti dagli articoli 175 e 187 del Testo unico degli enti locali, il fondo per le passività potenziali potrebbe coprire buona parte della spesa, insieme alle entrate dei tributi e all’avanzo libero.
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