Chiaramonte, 22 km di metanodotto per il biometano di Coffa: ora decide la Regione

Chiaramonte, 22 km di metanodotto per il biometano di Coffa: ora decide la Regione

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Quasi ventidue chilometri di tubo sotto le campagne iblee per portare nella rete del gas il biometano prodotto in contrada Coffa. È il progetto che il Consiglio comunale di Chiaramonte Gulfi ha approvato all’unanimità nella seduta del 26 ottobre: un nuovo metanodotto lungo 21.940 metri, al servizio dell’impianto della Olio Società Agricola srl, una società del paese. Il voto, però, non è l’ultima parola. L’opera non è prevista dal piano regolatore e richiede una variante urbanistica: a renderla definitiva dovrà essere la Regione, alla quale il Comune trasmetterà ora gli atti.

Il metanodotto di Chiaramonte e l’impianto di contrada Coffa

L’impianto produrrà biometano partendo da sottoprodotti agricoli e agroalimentari, con una capacità di 499 metri cubi standard l’ora. Il suo percorso autorizzativo è cominciato nel dicembre 2024. Già allora il Consiglio comunale si era espresso a favore, ma con una cautela precisa, ribadita nell’aprile 2025: il sì valeva solo dopo aver verificato la fattibilità dell’impianto in zona agricola e acquisito tutti i pareri degli enti competenti. Da quel momento le tappe si sono susseguite. Lo sportello unico per le attività produttive del Comune ha rilasciato il suo provvedimento nel luglio 2025; un mese dopo la società ha presentato una variante al progetto, e il permesso di costruire è arrivato il 30 luglio 2026.

I pareri già arrivati

Per il metanodotto, che sarà un tubo da 4 pollici con una pressione fino a 75 bar, il Comune ha già raccolto diversi nulla osta. Hanno dato parere favorevole il Genio civile di Ragusa, la Soprintendenza ai beni culturali, il Libero Consorzio comunale e l’Autorità di bacino, che ha autorizzato anche l’accesso all’alveo: segno che il tracciato attraversa almeno un corso d’acqua. Nella proposta approvata dal Consiglio l’opera viene definita di pubblica utilità. Proprio per questo può seguire la procedura prevista dalla legge regionale per le opere di interesse pubblico non coincidenti con gli strumenti urbanistici.

Le domande ancora aperte

Il sì è arrivato con nove voti su nove presenti, nessun astenuto e nessun contrario. Tre consiglieri non hanno partecipato al voto: due erano assenti dall’inizio della seduta, un terzo ha lasciato l’aula prima della discussione del punto. Restano tuttavia aperte le domande che interessano di più chi vive in campagna. Gli atti pubblicati non indicano il percorso del tubo né i comuni che attraverserà, limitandosi a parlare dei «comuni interessati» chiamati a esprimersi. Non risultano nemmeno il costo dell’opera e i tempi dei lavori. Ventidue chilometri di scavi, del resto, non passano inosservati: toccheranno terreni, strade di contrada e proprietari che vorranno sapere quando e dove.

Il biometano agricolo, nel Ragusano, non è un tema nuovo. A Vittoria è atteso entro il 2027 un impianto che produrrà biometano dai rifiuti agricoli. Foto di repertorio

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