Maltrattamenti ai disabili all’Anffas di Modica: confermate le accuse e chiusa indagine

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E’stata notificata ieri sera agli interessati la conclusione delle indagini in merito ai maltrattamenti ai disabili ospiti del centro diurno dell’Anffas di Modica. Non cambiano le accuse nei confronti dei tredici indagati che rispondono di maltrattamenti aggravati in concorso. Due degli indagati sono tuttora agli arresti ai domiciliari (l’ex presidente e uno degli operatori); 5 operatori ad agosto sono stati raggiunti dal provvedimento che vieta loro di prestare assistenza a disabili e persone fragili per 12 mesi. Sei invece sarebbero gli indagati a piede libero, senza provvedimenti.

Sul piano della responsabilità ne rispondono tutti anche se le condotte sono diverse; non tutti hanno usato violenze fisiche e verbali nei confronti dei disabili, ma non averli denunciati seppur commessi da altri, li rende complici.

Ad alcuni dei soggetti viene contestato anche l’esercizio abusivo della professione infermieristica. Nella struttura non c’era un infermiere, ma del personale senza la qualifica necessaria, avrebbe somministrato farmaci. La violenza nei confronti dei disabili sarebbe stata documentata attraverso immagini e cristallizzata nell’attività di indagine. Spintoni, strattoni, tirate di capelli e orecchie ma anche schiaffi, pugni e calci: i provvedimenti sono stati emessi due mesi prima della chiusura delle indagini che è stata notificata nel tardo pomeriggio di ieri agli interessati. La particolare fragilità delle persone assistite dal centro diurno e la violenza dei comportamenti ave a spinto la Procura a intervenire immediatamente a tutela dei disabili.

Tutti, assistiti dagli avvocati Giovanni Favaccio, Alessio Malvaso, Loredana Calabrese, Mario Pluchino, Giuseppe Palumbo, Marina Giudice e Somina Cultrera, si erano avvalsi della facoltà di non rispondere proprio in attesa della conclusione delle indagini che permette loro di avere contezza delle accuse a loro rivolte e delle prove raccolte in merito. Il prossimo passo della Procura sarà la richiesta di rinvio a giudizio

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