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Una mazzetta di 5 mila euro per l’appalto di Santa Maria del Focallo: un altro filone dell’inchiesta Armao
08 Ott 2026 12:02
L’inchiesta della Procura di Palermo su Gaetano Armao incrocia direttamente la provincia di Ragusa. Al centro di un nuovo filone investigativo c’è infatti l’appalto per le opere di tutela della fascia costiera di Santa Maria del Focallo, a Ispica, aggiudicato alla Doronzo Infrastrutture srl per circa 7 milioni di euro. Un intervento atteso da anni nel territorio ibleo e rimasto a lungo bloccato per questioni legate alla procedura ambientale.
Secondo quanto emerge dagli atti dell’inchiesta , gli investigatori stanno approfondendo una presunta consegna di 5 mila euro ad Armao, avvenuta il 29 ottobre 2025 a Roma, negli uffici di via degli Staderari 2 del Senato. A consegnare il denaro sarebbe stato l’imprenditore pugliese Mario Gaetano Doronzo, legato all’impresa aggiudicataria dei lavori di Santa Maria del Focallo.
L’intercettazione e il riferimento ai soldi
L’incontro sarebbe stato registrato attraverso il sistema installato dagli investigatori sul telefono di Armao. Nella conversazione Doronzo avrebbe fatto riferimento a somme consegnate in precedenza e ad altri 5 mila euro portati quel giorno. Gli investigatori avrebbero inoltre annotato un rumore compatibile con quello di una busta maneggiata.
La vicenda assume particolare rilievo per la provincia di Ragusa perché Armao aveva ricoperto il ruolo di presidente del Collegio consultivo tecnico relativo proprio all’intervento di Santa Maria del Focallo. La costituzione del collegio e l’aggiudicazione dell’appalto alla Doronzo Infrastrutture risultano dalla documentazione ufficiale dell’Ufficio del Commissario contro il dissesto idrogeologico. L’importo contrattuale indicato negli atti è di circa 6,99 milioni di euro. Secondo la ricostruzione investigativa, durante l’incontro l’imprenditore avrebbe sollecitato anche un’accelerazione di alcune procedure amministrative relative all’opera.
Quei lavori mai partiti a Santa Maria del Focallo
Ed è proprio questo l’aspetto che rende la vicenda particolarmente delicata per Ispica. I lavori riguardano circa otto chilometri di litorale e prevedono opere contro l’erosione costiera, tra cui pennelli, massicciate e interventi di ripascimento. Il cantiere, nonostante l’aggiudicazione risalga al 2019, non era mai partito. Soltanto lo scorso febbraio la Regione aveva convocato un tavolo tecnico per sbloccare l’intervento, spiegando ufficialmente che il ritardo era dovuto al mancato adeguamento della procedura ambientale. Il percorso indicato prevedeva la riacquisizione del Paur, comprensivo della valutazione di impatto ambientale e degli altri titoli autorizzativi, e quindi una nuova progettazione esecutiva.
L’inchiesta è ancora in corso
Gli accertamenti della Procura di Palermo proseguono e la documentazione sequestrata è ancora all’esame degli investigatori. Il nuovo filone porta dunque dentro l’inchiesta una delle opere pubbliche più attese della fascia costiera iblea.
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