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Salmonella nei pomodorini, cresce l’allerta: stop nelle mense e un lotto siciliano ritirato
07 Ott 2026 20:28
La vicenda dei pomodorini e della salmonella assume contorni più seri di quanto possa far pensare il richiamo di un singolo lotto. Nelle ultime settimane sono stati segnalati focolai di salmonellosi in diverse regioni italiane e le indagini epidemiologiche hanno concentrato l’attenzione sul consumo di pomodori freschi crudi, in particolare ciliegini. In Puglia è arrivata anche una misura precauzionale particolarmente significativa: la sospensione temporanea della somministrazione di pomodori freschi crudi nelle mense scolastiche, nelle strutture sanitarie e nella ristorazione destinata alle categorie più fragili.
A rendere la vicenda particolarmente delicata per la Sicilia è il ritiro dal mercato di un lotto di pomodoro ciliegino prodotto nel territorio di Gela. Il richiamo era scattato già alla fine di settembre e il prodotto è finito al centro degli accertamenti avviati dopo l’aumento dei casi di salmonellosi registrati in varie parti d’Italia.
Un quadro che ha inevitabilmente acceso la preoccupazione non soltanto dal punto di vista sanitario, ma anche per le possibili conseguenze su una delle filiere agricole più importanti della Sicilia.
Proprio per questo questa mattina al Dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Caltanissetta si è svolto un vertice con il Comune di Gela, tecnici sanitari, produttori, commercianti, agronomi e operatori del comparto.
La risposta sarà un rafforzamento dei controlli lungo tutta la filiera. Il protocollo sul quale si sta lavorando prevede verifiche periodiche delle acque utilizzate nelle coltivazioni, analisi del pomodorino prima della commercializzazione e l’immediata comunicazione alle autorità sanitarie di eventuali positività, così da intervenire prima che il prodotto possa raggiungere il mercato.
La preoccupazione, quindi, c’è ed è testimoniata dalle misure precauzionali già adottate fuori dalla Sicilia. Ma allo stesso tempo le autorità invitano a non trasformare il caso in un allarme indiscriminato nei confronti di tutto il pomodoro siciliano.
«Non c’è spazio per allarmismi, ma c’è la massima attenzione da parte delle istituzioni e degli operatori del settore», è il messaggio emerso dal tavolo di Caltanissetta.
Il sindaco di Gela Terenziano Di Stefano ha sottolineato la doppia esigenza che adesso deve guidare gli interventi: «L’obiettivo è uno solo, proteggere i consumatori, tutelare i produttori e salvaguardare una filiera che, con circa 3.500 aziende registrate nel territorio di Gela, rappresenta una realtà economica di primaria importanza per tutta l’area».
Le verifiche effettuate successivamente al richiamo hanno inoltre portato le autorità sanitarie a evidenziare che i lotti sospetti non risultano più in circolazione e che i successivi campionamenti hanno dato esito negativo. È anche per questo che, pur mantenendo alta l’attenzione, viene esclusa al momento l’esistenza di un’emergenza generalizzata.
La vicenda resta comunque sotto osservazione. Il punto decisivo sarà adesso comprendere come si sia verificata la contaminazione del lotto ritirato e se abbia avuto origine nell’acqua utilizzata per la produzione, nelle fasi di lavorazione o in un altro passaggio della filiera.
Una questione particolarmente sensibile anche per il territorio ragusano, dove il pomodoro e le colture orticole rappresentano una fetta importante dell’economia agricola. Per questo evitare allarmismi è fondamentale, ma lo è altrettanto garantire che i controlli siano rapidi, trasparenti e capaci di individuare con precisione l’origine di eventuali contaminazioni. foto di repertorio.
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