Ragusa, 10.700 assunzioni previste entro dicembre: quasi una su due difficile da coprire

Ragusa, 10.700 assunzioni previste entro dicembre: quasi una su due difficile da coprire

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Le imprese della provincia di Ragusa prevedono 10.700 assunzioni nel trimestre ottobre-dicembre 2026, il terzo dato della Sicilia dopo Catania (24.050) e Palermo (20.340). Ma qui più che altrove trovare le persone giuste è un problema: il 44,9% delle entrate è considerato di difficile reperimento, la quota più alta dell’isola, davanti a Siracusa (42,9%). Sono i dati elaborati da Assoesercenti sulle previsioni di assunzione.

Il Ragusano si distingue anche per il peso della manodopera straniera: il 47,1% delle assunzioni riguarda lavoratori esteri ed extracomunitari, contro una media regionale del 16,8% (28,8% a Trapani, meno dell’8% a Catania e Palermo), soprattutto nel bracciantato agricolo, nella manutenzione del verde, nell’edilizia e nei servizi di pulizia e supporto alla ristorazione. Ai giovani under 30 andrà il 23,3% dei contratti, in linea con la media siciliana del 23%.

Il quadro siciliano

In tutta la Sicilia sono previste 96.150 assunzioni nel trimestre, 40.700 delle quali a ottobre, con una crescita del 7,4% su base annua. Il 56,7% arriva dai servizi, il 22,6% da industria e costruzioni, il 20,7% dall’agricoltura. L’85,3% dei contratti è a termine e solo il 14,7% a tempo indeterminato o in apprendistato; oltre il 70% delle posizioni richiede esperienza. Le figure più cercate sono addetti alla ristorazione e ai pubblici esercizi (5.070), personale agricolo e addetto al verde (4.950) e commessi (3.170); le più introvabili gli addetti a musei, biblioteche ed eventi, i marinai di coperta e il personale di bordo per la pesca, falegnami e mobilieri, allevatori e agricoltori qualificati.

«I dati testimoniano la vitalità delle nostre Pmi, ma l’85% di precarietà e un mismatch sopra il 40% rischiano di frenare la ripresa», commenta il presidente di Assoesercenti Salvo Politino, che chiede incentivi alla stabilità, il potenziamento degli istituti tecnici e una gestione coordinata della manodopera nei settori strategici.

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