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Vittoria, le Città invisibili di Calvino per ripensare negozi vuoti e quartieri
05 Nov 2026 18:41
Una città non è fatta solo di strade ed edifici, ma di relazioni, memoria e botteghe che tengono vivo un quartiere. Da questa idea, e dalle pagine delle Città invisibili di Italo Calvino, riparte a Vittoria il percorso «Città Invisibili – Un progetto, un’idea», promosso da Gregorio Lenzo, presidente della sezione comunale di Confcommercio. Il nuovo appuntamento è venerdì 6 novembre alle 17, nella sala Avis della zona Emaia.
Al confronto, ispirato anche all’opera di Antoine de Saint-Exupéry, parteciperanno la dirigente scolastica Alfina Berté, dell’istituto comprensivo Giovanni XXIII di Acireale, e l’artista Giuseppe Marino, in arte Alosha, autore dello spettacolo «U Principinu» che chiuderà la serata.
Al centro c’è la desertificazione commerciale, che per Lenzo non significa soltanto saracinesche abbassate ma la perdita di presidi sociali e di punti di riferimento per interi quartieri. Da qui l’invito a una nuova stagione di rigenerazione urbana che metta insieme istituzioni, imprese, associazioni, scuole e cittadini, superando la distanza tra chi amministra e chi produce economia.
Un ruolo decisivo, nella sua visione, spetta alla cultura: mostre, laboratori, presentazioni di libri e spettacoli come quello di Alosha possono restituire identità agli immobili vuoti e diventare il primo passo per la rinascita economica dei centri storici. E il finale guarda all’«inferno dei viventi» di Calvino, letto come un invito a riconoscere e far crescere ciò che nelle comunità genera bellezza e partecipazione: «non basta denunciare ciò che non funziona», avverte Lenzo.
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