Quando il secco indifferenziato resta nelle nostre case. Non è solo un problema di discarica. E’ una mancanza di visione politica


Il Comune di Ragusa ha deciso di dare indicazioni per cercare di “arginare”, per quanto possibile, il gravoso problema dei rifiuti che si sta protraendo ormai da settimane. Com’è noto, è al momento impossibile per i comuni iblei (ma anche per gran parte di altri comuni della Sicilia orientale), conferire il secco indifferenziato nella discarica OIKOS di Motta Sant’Anastasia, a seguito della revoca da parte del TAR che ha infatti costretto alla chiusura della discarica.

La ATO SRR rifiuti di Ragusa, cioè la Società di regolamentazione della gestione dei rifiuti, si è da subito attivata per trovare alternative, riunendosi ieri, 21 giugno. Ma al momento non sembrano esserci alternative e infatti l’unica soluzione sembrerebbe quella di inviare fuori dalla Sicilia i rifiuti indifferenziati con i relativi costi aggiuntivi a peso della Regione. Ogni Comune potrà intanto utilizzare i centri comunali di raccolta come sede di deposito provvisorio, in presenza delle condizioni di sicurezza previste dalla legge.

Intanto, ricordiamo che la raccolta della plastica, dell’umido, del vetro e della carta proseguirà regolarmente, in quanto il problema riguarda solo il secco. A Ragusa, la raccolta dell’indifferenziato è prevista per venerdì 24 e il servizio al momento sarà effettuato esclusivamente per le utenze non domestiche: attività ristorative, bar, attività ricettive, rsa, strutture sanitarie. Sarà anche garantita la raccolta dei pannolini e dei pannoloni nelle abitazioni private. L’invito è sempre lo stesso: non esporre i mastelli, dato il momento.

Ma alcune riflessioni bisogna pur farle: siamo a limite dell’umana comprensione. Perchè uno stato che si definisce civile non può ledere il diritto alla raccolta dei rifiuti.

Con periodicità sempre più frequente, si passa da una emergenza rifiuti ad un’altra.

A che cosa serve avere in alcune città la differenziata anche al 70-80%? Perchè la Regione non ha trovato soluzioni serie per affrontare in modo capillare e definitivo il problema dei rifiuti? Si va avanti a colpi di proroghe da anni. E che fine hanno fatto tutte le ipotesi sui termovalorizzatori? Certo, non è il massimo avere sui propri territori gli impianti con gli inceneritori ma ci sembra evidente che al momento l’unica prospettiva seria rimasta è questa. E d’altra parte, una serie politica ambientale di educazione al rispetto del rifiuto, potrebbe certamente aiutare perchè è tutto inutile se si continua (anche con le discariche funzionanti), a gettare i rifiuti per la strada o a differenziare il secco in modo inappropriato. Mandare i rifiuti fuori della Sicilia è solo l’ennesimo fallimento perchè ciò comporterà un aggravio economico sulle tasche dei cittadini.

Sul punto è intervenuta anche l’associazione Fare Verde Vittoria che pone una riflessione interessante: “Basta con vergognosi scarica barile di responsabilità, consapevoli della complessità del problema, ma necessità un ripristino immediato della legalità e un sistema rifiuti che abbia un minimo di programmazione al fine di intravedere un cambio di rotta all’attuale assoluto fallimento.

Nessun inutile spreco di energia e danaro pubblico finalizzato alla realizzazione di roboanti opere pubbliche, prima di ogni altra cosa ripulite la nostra amata Sicilia dalla spazzatura, siamo alla disperazione, ripristinate legalità e dignità per il popolo siciliano”.

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