Pozzallo: acque potabili in contrada Inchiudenda, raccolte le firme per una consiglio comunale aperto


Sono 222 le firme raccolte dagli ex candidati a sindaco di Pozzallo al fine di chiedere all’Amministrazione del sindaco Ammatuna di convocare un Consiglio comunale aperto sulla questione del pozzo in contrada Inchiundenda. Patrizia Burrafato, Enzo Galazzo e Pinuccio Spadola hanno protocollato presso palazzo La Pira le firme richieste (ne bastavano solo cento, sono state protocollate più del doppio) ed ora la “palla” passa nelle mani del presidente del Consiglio Comunale, Quintilia Celestri, la quale ha venti giorni di tempo per decidere quando convocare la Civica Assise (ma potrebbe farlo anche prima della suddetta scadenza).

E’ da un mese circa che non si riesce a capire se l’acqua che fuoriesce dal nuovo pozzo, situato in contrada Inchiudenda, sia potabile, nonostante le rassicurazioni del primo cittadino. Lo scorso 9 luglio, Ammatuna ha annunciato l’apertura del nuovo pozzo, il quale sarebbe tornato utile agli abitanti della zona costiera, dal Primo Scivolo fino a Santa Maria del Focallo. Nei primi giorni, però, gli odori nauseabondi e l’insalubrità del prezioso liquido hanno fatto scattare un campanello d’allarme non solo fra i cittadini ma anche nei partiti di opposizione. Nella fattispecie, il gruppo di “Liberiamo Pozzallo” aveva inviato una nota all’Asp di Ragusa, all’Arpa della stessa città, e ai Nas, chiedendo conto e ragione su come stavano i fatti. Ad oggi, nulla è trapelato, nonostante siano trascorsi diversi giorni dall’invio della nota, e nulla trapela da palazzo La Pira, se si esclude qualche intervento sulla pagina ufficiale Facebook del Comune dove Ammatuna ha cercato di ribattere alle opposizioni politiche.

Le dichiarazioni dei tre rappresentanti politici.

Burrafato: “Il silenzio dei 13 consiglieri Comunali su alcune tematiche non fa bene alla nostra comunità. Ricorrere alla raccolta di firme da parte delle forze politiche di opposizione per far convocare un Consiglio comunale aperto nasce da una esigenza di centinaia di cittadini di avere risposte chiare e precise su una questione che sin da subito ha presentato tante criticità e perplessità, dubbi e incertezze È una questione che tocca un bene primario e di vitale importanza… Qualcuno ci dice acqua in bocca. Io rispondo solo se è potabile”.

Galazzo: “La richiesta del Consiglio comunale aperto fa seguito alla interrogazione, sullo stesso argomento, inoltrata il 13 luglio dai tre consiglieri di opposizione al Sindaco, ancora senza risposta. Si è allora pensato, con la raccolta di oltre 200 firme, di coinvolgere su una questione così delicata, l’intera città. Segnalo che i sottoscrittori della petizione non hanno inteso fomentare alcunché e respingono l’ennesimo atto di vittimismo di quanti si affannano ad attribuirci volontà diverse da quelle di voler lavorare per il bene della città e dei suoi cittadini. Il problema, infatti, è stato sollevato dal Sindaco, non da noi, e dalle sue avventate, quanto contraddittorie comunicazioni dalle quali ora cerca di venire fuori dimenandosi ed imbrogliandosi sempre di più. Confido, ora, che la Presidente onori il suo ruolo convocando a breve il Consiglio senza attendere i venti giorni consentiti dallo Statuto”.

Spadola: “Rispetto alla situazione di grande confusione creata dal sindaco Ammatuna in materia di distribuzione e qualità delle acque, con l’ordinanza numero 17 del 9 luglio, il sindaco vieta l’utilizzo del prezioso liquido anche dopo la bollitura, il tutto dopo aver annunciato l’apertura del pozzo in contrada Inchiudenda. Il 20 luglio scorso, Ammatuna ha diffuso un video, dalla pagina Facebook del Comune, dove ha messo la mano sul fuoco sulla salubrità dell’acqua. Delle due l’una, o l’acqua è potabile oppure no. Per tale motivo, abbiamo chiesto l’indizione di una Civica Assise per capire come stanno realmente le cose”.

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