GLI ANTICHI MESTIERI DEL PRESEPE VIVENTE DI MONTEROSSO ALMO - Ragusa Oggi

GLI ANTICHI MESTIERI DEL PRESEPE VIVENTE DI MONTEROSSO ALMO


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GLI ANTICHI MESTIERI DEL PRESEPE VIVENTE  DI MONTEROSSO ALMO
Attualità
20 dicembre 2016 9:16

Il presepe vivente di Monterosso Almo, ormai giunto alla 32esima edizione, è diventato nel corso di questi anni l’occasione di una magica esperienza culturale e religiosa. Essendo allestito tra le stradine e i vicoli stretti e tortuosi dell’antico quartiere Matrice, rappresenta motivo di attrazione per i numerosi visitatori che ogni anno fanno capolino da queste parti. E’ proprio nell’antico quartiere che sono ricostruiti gli antichi mestieri, attraverso la meticolosa ricerca degli arredi, degli oggetti di uso quotidiano, degli attrezzi di lavoro e delle tecniche di lavorazione che documentano la vita e la cultura della società dei nostri nonni. Tra l’altro, i mestieri di un tempo, nel corso della rappresentazione, sono svolti da persone anziane, autentici testimoni di quella cultura. Negli angoli, nei vicoli, nelle piazzette, è possibile ammirare i costumi, gli usi, i canti e le storie di uomini, donne e bambini. Gli stessi fanno rivivere suggestioni, odori, rumori e sapori che fanno eco ai ricordi della memoria. Il percorso conduce, poi, a una magnifica grotta naturale dove è rappresentata la Natività. “Ci fa molto piacere – dice il presidente dell’associazione “Amici del presepe”, Paolo Tavano – che ci sia stata data la possibilità di verificare, nel tempo, il grado di apprezzamento di quanti sono venuti a trovarci. E’ la garanzia migliore che ci ha permesso di testare la crescita maturata nel corso di tutte queste edizioni. Come ogni anno, stiamo coinvolgendo grandi e piccoli per fornire una rappresentazione quanto più aderente possibile alla realtà degli anni Quaranta-Cinquanta non dimenticando che, nel dedalo di viuzze del quartiere antico, la Matrice, si ritroveranno molti dei nostri concittadini monterossani che faranno ritornare a nuova vita mestieri ormai scomparsi come quello dei “curdari”, del “firraru”, del “cirnituri”, senza dimenticare la “lavannara”, lo “scarparu” e parecchie altre figure che torneranno protagoniste per riproporsi alle nuove generazioni”. Le rappresentazioni sono in programma il 26 dicembre, l’1, il 6, il 7 e l’8 gennaio con la partenza del corteo, vale a dire San Giuseppe e la Madonna, con l’asinello, assieme ad altri figuranti, da piazza San Giovanni a cominciare dalle 17,30. E’ come fare un tuffo nei tempi andati. Per vivere al meglio l’atmosfera natalizia. Per informazioni è possibile contattare il 339.8739007.

 

 

 


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