Comprare casa nel ragusano: a Pozzallo servono quasi 100 mesi di reddito

Comprare casa nel ragusano: a Pozzallo servono quasi 100 mesi di reddito

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Nel ragusano quasi quattro abitazioni su dieci non risultano occupate da persone residenti. Eppure, per acquistare una casa di 80 metri quadrati a Pozzallo servirebbe l’equivalente di quasi 100 mensilità di reddito netto medio individuale. A Ragusa ne occorrerebbero 62, a Modica 57. Chi invece cerca una casa in affitto potrebbe dover impegnare una parte consistente delle proprie entrate: dal 35% del reddito medio individuale a Ragusa fino al 69% a Santa Croce Camerina. Sono risultati ottenuti confrontando i prezzi richiesti negli annunci immobiliari con i redditi dichiarati e aiutano a capire perché abitazioni relativamente economiche rispetto alle grandi città possano risultare comunque difficili da acquistare o affittare. C’è poi un’altra questione: quante delle abitazioni esistenti sono realmente disponibili per chi vuole viverci stabilmente?

Abitazioni: un argomento attuale, se pensiamo alle proteste e alle tensioni in diversi Paesi europei e non, proprio sui costi di affitto e acquisto. E quanto reddito serve per comprare casa in provincia di Ragusa? Abbiamo utilizzato i prezzi medi richiesti per gli immobili residenziali pubblicati da Immobiliare.it nel settembre 2026 e i redditi netti medi individuali riferiti all’anno d’imposta 2024, elaborati da Quadrivo sulla base delle dichiarazioni fiscali del Dipartimento delle Finanze. Per confrontare i dodici comuni abbiamo considerato un’abitazione ipotetica di 80 metri quadrati.

A Pozzallo, con un prezzo richiesto medio di 1.677 euro al metro quadrato, l’immobile costerebbe 134.160 euro. Il reddito netto medio individuale è di 16.155 euro annui. Servirebbero quindi 8,3 annualità di reddito, pari a quasi 100 mensilità.

A Santa Croce Camerina il prezzo teorico sarebbe di 107.520 euro, equivalenti a 7,7 annualità. A Scicli circa 109.360 euro, pari a 7,2 annualità.

A Ragusa un’abitazione della stessa superficie costerebbe mediamente 91.520 euro, equivalenti a 5,2 annualità di reddito. A Modica il prezzo scenderebbe a 78.640 euro, pari a 4,7 annualità.

A Vittoria l’immobile costerebbe meno, circa 69.360 euro, ma il rapporto con il reddito medio sarebbe di 5,3 annualità: superiore a quello di Modica. È una differenza importante, perché bisogna conoscere anche le risorse economiche di chi dovrebbe acquistarla. Le annualità indicate rappresentano un semplice rapporto tra prezzo e reddito. Non sono rate di mutuo e non comprendono interessi, anticipo, imposte e spese notarili.

Per chi vive in affitto, poi, il problema si presenta ogni mese. A Ragusa, applicando il canone richiesto medio di 6,43 euro al metro quadrato a un appartamento di 80 metri quadrati, si ottiene una spesa di circa 514 euro mensili. Il reddito netto medio individuale, diviso per dodici, è di 1.473 euro. L’affitto ne assorbirebbe il 35%.

A Modica il canone teorico salirebbe a 628 euro, pari al 45% del reddito medio individuale. A Ispica raggiungerebbe 660 euro, il 52%.

Il rapporto più elevato emerge a Santa Croce Camerina: quasi 800 euro mensili per 80 metri quadrati, a fronte di un reddito netto medio individuale di circa 1.163 euro. Significa impegnarne il 69%, lasciando circa 365 euro prima delle altre spese.

Anche a Vittoria, dove il canone teorico è sensibilmente inferiore, circa 369 euro, la quota raggiungerebbe il 34%.

In tutti e dodici i comuni la simulazione supera il 30%, soglia indicativa frequentemente utilizzata negli studi sulla sostenibilità della spesa abitativa, ma, naturalmente, il risultato cambia per una famiglia che dispone di due redditi. A Modica, per esempio, gli stessi 628 euro rappresenterebbero circa il 23% delle entrate di una coppia in cui entrambi percepissero il reddito medio comunale, anziché il 45% di un solo reddito.

Ma quanto pesa sul mercato il patrimonio immobiliare che non viene utilizzato come abitazione principale? La questione era già stata affrontata da RagusaOggi nel gennaio 2024 e ripresa il 27 settembre scorso. Secondo il Censimento Istat 2021, riportato anche nel Piano d’ambito della Srr Ato 7 Ragusa, nella provincia risultavano 208.843 abitazioni. Di queste, 79.687 non erano occupate da persone residenti: il 38,2%.

Le differenze tra i comuni sono notevoli. A Santa Croce Camerina la quota raggiungeva il 53%, con 5.612 abitazioni non occupate su 10.582. A Ispica era del 49,7%, a Scicli del 47,3%. A Modica risultavano 14.163 abitazioni non occupate, il 40,2% del totale comunale. A Ragusa erano 19.629, pari al 38,5%. All’estremo opposto c’era Acate, con l’11,9%.

Nelle statistiche Istat la definizione “non occupata” comprende le abitazioni prive di residenti abituali, ma anche quelle utilizzate da persone che hanno la residenza altrove. Possono quindi essere seconde case, alloggi per vacanze o immobili effettivamente vuoti. Pertanto non significa che tutte queste abitazioni siano inutilizzate, abitabili o disponibili per essere acquistate o affittate.

Un’altra indagine aiuta a comprendere quanto sia importante distinguere le diverse condizioni degli immobili. Nel 2021 il progetto “Vuoti a rendere” di Modicaltra aveva censito 5.661 edifici e unità immobiliari terra-cielo nel centro storico di Modica, individuandone 2.174 classificati come vuoti: il 38,4%. L’87,13% degli immobili vuoti aveva destinazione abitativa. Tra i 2.154 immobili vuoti di proprietà privata, il 54,27% era classificato come abbandonato e il 40,06% come inutilizzato, una categoria che comprendeva edifici disabitati o in vendita ma in discrete condizioni. Erano stati inoltre individuati 119 ruderi. La rilevazione, condotta volontariamente soprattutto attraverso sopralluoghi, riguardò soltanto Modica Alta e Modica Bassa. I risultati sono tornati di attualità con il “ModicaInnova Hackathon” del novembre 2026, dedicato anche alle proposte per riportare abitanti e attività nel centro storico.

Una parte del patrimonio abitativo del ragusano si trova nelle località balneari. Qui la disponibilità effettiva può cambiare molto tra l’estate e il resto dell’anno. Negli annunci immobiliari di Marina di Ragusa, Scoglitti, Pozzallo e Sampieri compaiono abitazioni proposte soltanto da settembre a maggio o giugno, insieme a immobili destinati ai soggiorni estivi.

Anche l’etichetta “affitto a lungo termine” utilizzata dai portali può comprendere offerte temporanee. A Scoglitti, per esempio, un appartamento pubblicizzato nella relativa sezione di Idealista risulta disponibile soltanto fino al 30 maggio. A Marina di Ragusa altri annunci indicano esplicitamente periodi da ottobre a maggio.

Esistono anche offerte annuali, ma gli esempi raccolti non bastano ancora a misurare quale percentuale dell’intero mercato sia effettivamente riservata alla residenza stabile. Questo significa che il numero delle case non occupate, da solo, non consente di capire quante siano disponibili per chi cerca un contratto residenziale pluriennale.

Il confronto tra prezzi, redditi e patrimonio abitativo mette in evidenza tre questioni distinte.

La prima riguarda l’acquisto: anche quando i prezzi sono inferiori a quelli delle grandi città, il reddito disponibile può rendere difficile comprare casa.

La seconda è sugli affitti: per una persona con un solo reddito medio individuale, i canoni richiesti possono assorbire una quota molto elevata delle entrate mensili.

La terza dipende dall’offerta: una parte consistente delle abitazioni non risulta occupata da residenti, ma non si sa quante siano effettivamente utilizzabili e disponibili per il mercato residenziale.

Recuperare un immobile abbandonato, affittare una seconda casa tutto l’anno e acquistare un appartamento sono operazioni diverse, che dipendono dalle condizioni degli edifici, dai costi, dalle scelte dei proprietari e dalle risorse delle famiglie.

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