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Dalla Tunisia alla provincia di Ragusa: Caritas prepara nuovi progetti tra le due sponde del Mediterraneo
05 Ott 2026 16:34
Un gemellaggio che adesso dovrà trasformarsi in progetti concreti per sostenere migranti, lavoratori stranieri e persone in condizioni di fragilità. Si è conclusa la visita in Sicilia della delegazione di Caritas Tunisia, prima fase operativa del protocollo di collaborazione con Caritas Sicilia. Il viaggio ha interessato anche la provincia di Ragusa, con tappe a Pozzallo, Modica e Ragusa, oltre che a Monreale, Palermo, Noto e Catania. La delegazione tunisina ha incontrato operatori e volontari e visitato strutture impegnate quotidianamente nell’accoglienza e nell’inclusione.Tra le esperienze esaminate figurano i centri SAI, la Casa dei Diritti, l’Orto Solidale e i servizi di assistenza rivolti a migranti e lavoratori stranieri. Un confronto che assume particolare rilievo nel Ragusano, territorio nel quale si intrecciano da anni i temi degli arrivi attraverso il Mediterraneo, dell’accoglienza e dell’inserimento lavorativo degli stranieri.
Dalla conoscenza ai progetti
La visita non aveva però soltanto l’obiettivo di mostrare le strutture siciliane. Caritas Sicilia e Caritas Tunisia hanno avviato un confronto sulle rispettive normative e sui modelli utilizzati per affrontare situazioni di vulnerabilità, con l’intenzione di individuare iniziative da sviluppare contemporaneamente sulle due sponde del Mediterraneo.“Abbiamo concluso la prima parte del gemellaggio attraverso una conoscenza delle normative e delle situazioni di entrambe le parti – spiega monsignor Antonio Raspanti, presidente della Conferenza Episcopale Siciliana –. Adesso sarà il tempo di mettere giù alcuni progetti insieme, che porteremo avanti qui e in Tunisia”.
Sulla stessa linea l’arcivescovo di Tunisi, monsignor Nicolas Lhernould, che parla di un percorso finalizzato a individuare “progetti a servizio dell’umano e dei più vulnerabili”, partendo da problemi e sfide comuni. La fase delle visite si chiude dunque con un impegno preciso: nei prossimi mesi dovranno essere individuati e pianificati gli interventi congiunti. Sarà questo il passaggio che consentirà di capire come il gemellaggio potrà tradursi in nuovi servizi e iniziative anche nei territori siciliani coinvolti, compresa la provincia di Ragusa.
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