A Malta l’interconnettore con la Sicilia si ferma per 12 giorni: a Ragusa avanzano i lavori per il secondo cavo

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Per dodici giorni Malta dovrà fare a meno dell’elettricità proveniente dalla Sicilia. Da lunedì 5 ottobre l’interconnettore IC1 che collega la rete elettrica maltese a quella italiana verrà infatti spento per consentire una nuova fase dei lavori per la realizzazione del secondo collegamento, IC2, nella stazione terminale di Ragusa.

Non si tratta di un guasto. Lo spegnimento è stato programmato per permettere alle squadre di lavoro di operare in sicurezza nelle aree vicine alle linee aeree esistenti a 220 kV. Enemalta e Interconnect Malta hanno spiegato che durante l’intervento la domanda elettrica dell’isola sarà coperta interamente dalla produzione locale e che la capacità disponibile è sufficiente a garantire la stabilità della rete.

Il collegamento esistente, entrato in funzione nel 2015, ha una capacità di 200 MW e rappresenta una componente importante del sistema energetico maltese. Nel 2025 ha fornito poco più di un terzo dell’intera energia elettrica consumata a Malta.

Proprio per questo la sospensione temporanea assume un peso particolare. Malta arriva infatti allo stop dopo un’estate nella quale la domanda di elettricità ha raggiunto livelli record. La principale fonte di produzione interna rimarrà l’impianto a gas naturale liquefatto di Delimara, affiancato dalle fonti rinnovabili.

A Ragusa, intanto, il progetto del secondo interconnettore entra in una fase sempre più avanzata. Gli interventi riguardano anche l’infrastruttura già esistente dell’IC1, che dovrà essere modificata per poter accogliere le nuove apparecchiature necessarie al funzionamento dell’IC2.

Tra gli interventi è previsto un nuovo sistema di quadri elettrici che permetterà di collegare a uno dei due interconnettori il nuovo reattore installato nella stazione terminale ragusana. Un cavo terrestre a 220 kV verrà inoltre collegato al reattore attraverso condotti sotterranei già predisposti.

Il secondo interconnettore avrà una capacità di 225 MW e collegherà la stazione di Magħtab, a Malta, con quella di Ragusa, attraverso un percorso complessivo di circa 122 chilometri. L’obiettivo è raddoppiare la capacità di collegamento di Malta con la rete elettrica europea, aumentando la sicurezza dell’approvvigionamento e la flessibilità del sistema mentre cresce il peso delle energie rinnovabili.

I lavori hanno subito un’accelerazione negli ultimi mesi. A Ragusa è stato installato e assemblato un reattore shunt da 240 MVAr, insieme alle relative infrastrutture di protezione antincendio. Sul versante maltese sono invece stati completati quasi sei chilometri di cavi terrestri ad alta tensione tra la stazione terminale di Magħtab e il punto nel quale il collegamento terrestre incontrerà quello sottomarino.

La prossima grande fase sarà proprio quella in mare. La posa del cavo sottomarino è prevista entro la fine del 2026 e rappresenterà l’ultima delle principali attività della fase di costruzione. L’avvio della messa in esercizio del nuovo collegamento è programmato per il primo trimestre del 2027.

Il progetto IC2 vale complessivamente circa 300 milioni di euro, con circa 261 milioni di euro coperti da finanziamenti dell’Unione europea.

Per Ragusa si tratta quindi di un’infrastruttura destinata ad avere un ruolo strategico ben oltre i confini locali. La stazione terminale siciliana è infatti uno dei punti fondamentali del nuovo collegamento energetico tra Malta e la rete europea e, proprio in questi giorni, diventa il centro delle operazioni che richiedono anche la temporanea messa fuori servizio del vecchio interconnettore.

I lavori vengono coordinati con Terna Energy Solutions e con il gestore italiano della rete di trasmissione. La sospensione dell’IC1 è stata programmata proprio per consentire alle squadre di intervenire sull’infrastruttura esistente senza esporre gli operatori ai rischi legati alla presenza delle linee ad alta tensione e senza compromettere il collegamento già operativo. Foto di Interconnect Malta

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