Gasolio, lo sconto finisce oggi lunedì: dove fare il pieno a meno in provincia di Ragusa

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Da domani il diesel costerà circa 6 centesimi in più al litro. Scade infatti oggi lo sconto sulle accise deciso dal governo. Era già stato dimezzato il 26 settembre e oggi vale circa 6,1 centesimi al litro, Iva compresa. Su un pieno da 50 litri sono poco più di 3 euro, che da martedì torneranno a carico di chi guida. Per chi in provincia usa l’auto ogni giorno, tra pendolari, artigiani, agricoltori e autotrasportatori, non è un dettaglio. Per questo abbiamo consultato i prezzi che i distributori comunicano all’Osservatorio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT). L’obiettivo è capire dove conviene fermarsi prima che il conto salga.

Prezzo del gasolio a Ragusa: la fotografia di oggi
Secondo gli ultimi dati del Ministero, aggiornati al 3 ottobre, in provincia di Ragusa il gasolio self costa in media 2,249 euro al litro. È di fatto la media nazionale, che il Ministero indica in 2,247 euro. Il servito costa molto di più: la media provinciale è di 2,38 euro. Fare il pieno da 50 litri con il servito invece che con il self costa quindi circa 6,50 euro in più. Le differenze tra un distributore e l’altro sono però ampie. Dei 149 impianti iblei censiti, 68 vendono il gasolio self sotto i 2,20 euro, mentre 23 superano i 2,30. Tra un prezzo di 2,159 e uno di 2,409 ci sono 25 centesimi al litro: su un pieno da 50 litri fanno 12,50 euro, molto più dello sconto che sta per finire.

Sui prezzi incide anche il tetto deciso dalle compagnie. Eni, IP e Q8 si sono impegnate a non superare per 30 giorni, a partire dal primo ottobre, una soglia che per Eni è di 2,19 euro al litro. È il motivo per cui tanti impianti di queste reti espongono prezzi tra 2,189 e 2,19.

Chiaramonte Gulfi è il comune dove fare il pieno costa di più. Il prezzo più basso è 2,249 euro, mentre negli impianti più cari del paese il self supera i 2,40 euro.

Non avendo il Governo sino ad ora previsto una nuova proroga, al posto dello sconto fisso arriverà il meccanismo delle cosiddette accise mobili. Se il prezzo del petrolio sale, lo Stato incassa più Iva sui carburanti e usa quel maggiore incasso per ridurre le accise nel periodo successivo. L’entità del taglio, quindi, non è nota in anticipo: dipenderà dall’andamento dei mercati. Le associazioni dei consumatori chiedono intanto che i tetti delle compagnie restino in vigore almeno fino a fine anno, visto che le tensioni in Medio Oriente non accennano a calare.

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