Fabio e Cettina, dal Centro diurno al lavoro: la nuova esperienza al Caffè dell’Arte

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Ci sono progetti di inclusione che si raccontano con le parole e altri che si vedono semplicemente entrando in un bar. È quello che sta accadendo a Modica con Fabio e Cettina, due ragazzi del Centro diurno comunale per persone con disabilità “Sacro Cuore”, protagonisti di una work experience al Caffè dell’Arte, nata dalla collaborazione tra l’Amministrazione comunale, la Cooperativa Sociale Iride e l’attività modicana.

A presentare l’iniziativa sono state la sindaca Maria Monisteri e l’assessore ai Servizi sociali Concetta Spadaro, sottolineando il valore di un percorso che punta ad accompagnare i due ragazzi verso il mondo del lavoro. L’obiettivo è infatti andare oltre la semplice assistenza, creando occasioni concrete nelle quali le persone con disabilità possano sperimentarsi, acquisire autonomia e mettere in campo le proprie capacità.

La work experience permette a Fabio e Cettina di confrontarsi con un vero ambiente lavorativo, fatto di compiti, tempi da rispettare, relazioni e collaborazione con gli altri. Un’esperienza che non significa necessariamente arrivare subito a un’assunzione, ma rappresenta un ponte importante tra il percorso educativo del Centro diurno e una possibile futura esperienza lavorativa.

È questa la filosofia che Iride sta portando avanti: considerare la persona non soltanto per i suoi bisogni, ma anche per le sue capacità e potenzialità. Il lavoro diventa così uno strumento di crescita, autonomia e partecipazione alla vita della comunità.

E Fabio e Cettina sono i primi protagonisti di questo percorso. Dietro il bancone del Caffè dell’Arte, tra caffè, dolci e attività quotidiane, stanno vivendo un’esperienza che va oltre il semplice apprendimento di un mestiere: stanno sperimentando il valore della responsabilità, della relazione con gli altri e della possibilità di dare il proprio contributo.

Un piccolo passo, dunque, ma dal grande significato. Perché l’inclusione diventa davvero concreta quando non si limita ad accogliere una persona, ma le offre la possibilità di sentirsi parte attiva della comunità.

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