Da Wall Street a Catania: i cavalli di Arturo Di Modica, lo scultore di Vittoria che conquistò New York

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Da Wall Street a piazza Università. Dalla New York del Charging Bull alla Catania dei Fighting Horses. Ma prima ancora che Catania possa fare dei due enormi cavalli di bronzo una nuova icona della città, c’è una storia che parte da Vittoria, in provincia di Ragusa.

È la storia di Arturo Di Modica, lo scultore siciliano morto nel 2021, diventato famoso in tutto il mondo con il celebre Toro di Wall Street. Oggi una delle sue opere monumentali più importanti arriva nel cuore di Catania e porta con sé anche il ricordo di un progetto che l’artista aveva immaginato proprio nella sua terra d’origine.

In piazza Università è in fase di completamento l’installazione di Fighting Horses, la monumentale scultura in bronzo patinato realizzata da Di Modica nel 2019. Otto metri di altezza e quattordici di larghezza per due cavalli che si sollevano sulle zampe posteriori fino a toccarsi con quelle anteriori.

Una scena di grande forza visiva, nella quale la potenza della muscolatura si unisce all’eleganza del movimento. I due animali sembrano sfidare la gravità e proiettarsi verso l’alto, in un’immagine che rende immediatamente riconoscibile la cifra monumentale dell’artista.

Ed è proprio qui che il legame con la provincia di Ragusa diventa centrale.

Arturo Di Modica era nato a Vittoria nel 1941. Da quella città della provincia di Ragusa era partito per costruire una carriera internazionale che lo avrebbe portato prima a Firenze e poi, negli anni Settanta, a New York.

Nella metropoli americana avrebbe realizzato nel 1989 il Charging Bull, diventato uno dei simboli più conosciuti di Manhattan. Il toro, collocato a Bowling Green, è oggi una delle immagini più riconoscibili della città e ha trasformato il nome di Di Modica in una firma conosciuta in tutto il mondo.

Ma il rapporto dello scultore con la sua terra non si è mai interrotto.

A Vittoria Di Modica aveva infatti immaginato Wild Horses, un progetto ancora più ambizioso rispetto all’opera oggi installata a Catania. L’idea era quella di realizzare due cavalli monumentali alti quaranta metri sulle sponde del fiume Ippari.

Un’opera gigantesca, pensata come omaggio alla propria terra e destinata, nelle intenzioni dell’artista, a diventare un nuovo punto di riferimento del territorio ibleo.

Quel progetto non è mai stato realizzato.

Fighting Horses ne rappresentava però il prototipo e oggi, a distanza di anni dalla morte dell’artista, quei cavalli tornano protagonisti in Sicilia. Non a Vittoria, dove Di Modica li aveva immaginati nella loro versione più monumentale, ma a Catania, nel cuore della città barocca.

È una sorta di ritorno a casa per una delle opere di un artista che aveva portato la Sicilia dentro l’immaginario delle grandi metropoli internazionali.

L’installazione è stata fortemente voluta dal sindaco di Catania Enrico Trantino, che vede nei Fighting Horses la possibilità di creare per la città un’immagine iconica, sulla scia di quanto accaduto a New York con il Toro.

“Pensiamo che, alla pari del Toro di Wall Street, questa scultura possa diventare un’immagine iconica, tra le più fotografate di Catania”, ha detto Trantino.

Il sindaco ha sottolineato anche il significato simbolico dei due cavalli, che nonostante la loro imponenza sembrano lanciarsi verso il cielo.

“Il loro proiettarsi verso il cielo, nonostante la stazza importante, restituisce un’immagine possente, il segno di chi vuole andare oltre limiti e convenzioni per aspirare a una condizione migliore”, ha spiegato.

Nella lettura di Trantino c’è anche un riferimento alla necessità di restituire al cavallo una dimensione diversa da quella che troppo spesso, a Catania, viene associata alle stalle abusive e alle corse clandestine. Quello di Di Modica è invece un cavallo nobile, potente, elegante, trasformato dal bronzo in un simbolo di energia e aspirazione.

L’arrivo dei Fighting Horses si inserisce inoltre in una stagione nella quale Catania punta sull’arte monumentale come strumento di trasformazione dello spazio urbano. A pochi giorni dall’installazione dei cavalli è infatti prevista anche la presentazione del Pegaso alato che Antonio Presti sta regalando a Librino.

Ma dietro i cavalli di piazza Università c’è soprattutto una storia siciliana che riguarda da vicino il territorio ragusano.

Perché mentre Catania si prepara a fotografare e raccontare una nuova possibile icona della città, a pochi chilometri di distanza, nel territorio di Vittoria, resta la memoria di ciò che Arturo Di Modica aveva immaginato per la sua terra.

Wild Horses non è mai diventato realtà. Il sogno dei due cavalli alti quaranta metri sull’Ippari è rimasto sulla carta.

Ora però i Fighting Horses sono arrivati a Catania.

E così, dopo aver conquistato New York con il suo Toro, Arturo Di Modica torna idealmente protagonista della Sicilia con i suoi cavalli. Un artista nato a Vittoria, morto nel 2021, la cui firma oggi svetta nel cuore di Catania.

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