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Ragusa cambia il modo di muoversi: dalla Giornata della Mobilità ai nuovi servizi
27 Set 2026 16:27
La mobilità di Ragusa entra in una fase nuova. È questo il messaggio arrivato dalla prima Giornata cittadina della Mobilità Sostenibile, organizzata al Centro Commerciale Culturale di via Matteotti. Un appuntamento pensato per fare il punto sulle politiche messe in campo dal Comune, ma soprattutto per guardare a quello che dovrà cambiare nei prossimi anni.
Due sono i passaggi sui quali si concentra il nuovo corso: la gara europea per il trasporto pubblico locale, conclusa il 3 settembre, e gli 8 milioni di euro ottenuti dal Comune per un programma di interventi sulla mobilità urbana e metropolitana.
La gara per il TPL apre una prospettiva di nove anni. «È la prima gara europea fatta dal Comune di Ragusa per la mobilità e per il trasporto pubblico locale», ha spiegato l’assessore alla Mobilità Giovanni Gurrieri. «Nei prossimi nove anni avremo un servizio strutturato, con nuove linee che andranno a coprire più quartieri e più zone del territorio e con una riduzione delle frequenze e dei tempi di attesa».
Non si tratta, quindi, soltanto di cambiare gli autobus. L’idea è quella di ripensare il modo in cui il trasporto pubblico raggiunge un territorio che, per estensione e conformazione, presenta esigenze molto diverse tra centro urbano, frazioni e contrade.
E qui entra in gioco l’altra grande novità: gli 8 milioni di euro del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, ottenuti attraverso il programma nazionale promosso insieme ad ANCI, che consentiranno di finanziare una serie di interventi.
«La seconda grande partita è quella degli 8 milioni di euro», ha detto Gurrieri. «Abbiamo già la gara del TPL e adesso possiamo partire con un progetto che riguarda l’innovazione della mobilità».
Una delle prime conseguenze sarà l’arrivo di mezzi elettrici per il servizio urbano, con le relative infrastrutture di ricarica e un nuovo deposito destinato al parco autobus, dove i mezzi potranno essere ricaricati e sottoposti alla manutenzione.
Ma è soprattutto il concetto di trasporto a chiamata a rappresentare una delle novità più interessanti.
«Dobbiamo immaginare il territorio comunale come una grande mappa sulla quale ci sono linee che possono essere programmate e, in alcuni casi, attivate su richiesta», ha spiegato l’assessore. L’esempio è quello delle zone dove oggi non sarebbe economicamente sostenibile avere un autobus che percorre continuamente una determinata tratta.
«Non possiamo pensare a un autobus che continua a fare avanti e indietro per San Giacomo, Donnafugata, Braccetto, Castellana o per le contrade anche quando non c’è nessuno che deve utilizzarlo. Il servizio a chiamata permette invece di attivare il collegamento quando c’è una richiesta».
È un cambio di impostazione importante, soprattutto per quelle parti del territorio che oggi hanno collegamenti più difficili. L’obiettivo è ampliare la copertura senza costruire una rete fatta esclusivamente di corse fisse.
«La nostra idea è arrivare anche nelle zone che oggi sono meno servite», ha aggiunto Gurrieri, indicando tra le aree interessate San Giacomo, Conservatore, Donnafugata, Marina di Ragusa, Cerasella, Castellana e altre contrade.
Gli 8 milioni serviranno anche a intervenire su un altro elemento molto concreto del trasporto pubblico: le fermate.
Dopo anni di segnalazioni e sollecitazioni, il Comune punta a realizzare nuove paline e pensiline, accompagnate da sistemi digitali di informazione. «Avremo finalmente delle fermate nelle quali sarà possibile sapere in tempo reale quanto manca all’arrivo dell’autobus e quali sono i tempi di percorrenza», ha spiegato l’assessore.
Un’informazione che può sembrare secondaria, ma che diventa fondamentale se si vuole convincere più persone a utilizzare il trasporto pubblico. Perché lasciare l’auto a casa è molto più semplice se si sa quando arriverà il proprio autobus e quanto tempo servirà per raggiungere la destinazione.
Il progetto comprende inoltre interventi per favorire il car sharing e il car pooling, il monitoraggio della mobilità e politiche di incentivo all’utilizzo del trasporto pubblico, compresa la possibilità di rendere i titoli di viaggio più accessibili.
Per Gurrieri il punto di partenza deve essere proprio questo: «La mobilità non è soltanto autobus, strade o parcheggi. La mobilità è libertà, è accessibilità. Dobbiamo permettere alle persone di potersi muovere anche senza essere necessariamente proprietarie di un’automobile».
È una visione che guarda oltre il singolo intervento e che il Comune collega alla programmazione dei prossimi dieci anni. Una strategia nella quale rientrano anche gli interventi già programmati sulla mobilità sostenibile, dalle zone a traffico limitato alle aree pedonali, dalle piste ciclabili alle infrastrutture di ricarica e ai parcheggi di interscambio.
La prima Giornata cittadina della Mobilità Sostenibile è stata pensata proprio per mettere insieme questi pezzi e aprire un confronto con studenti, pendolari, associazioni di categoria e realtà del territorio. Un confronto che ha avuto anche il patrocinio nazionale dell’ANCI e la partecipazione di Giada Maio, responsabile del Dipartimento Mobilità dell’associazione.
Il sindaco Peppe Cassì ha sintetizzato il senso dell’appuntamento con una frase: «La mobilità di domani si pianifica oggi».
Adesso, però, la fase della programmazione dovrà trasformarsi in cantieri, mezzi, fermate e servizi realmente utilizzabili. I nove anni del nuovo TPL e gli 8 milioni di investimento rappresentano la cornice dentro la quale Ragusa proverà a ridisegnare il proprio sistema di mobilità.
La sfida sarà soprattutto capire se questa nuova rete riuscirà a collegare meglio una città estesa e frammentata, comprese quelle zone che per anni sono rimaste ai margini del trasporto pubblico. E se il bus, come immaginato dal Comune, potrà diventare davvero un’alternativa concreta all’automobile. Speriamo sia davvero così.

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