L’aeroporto di Comiso cambia pelle? Quattro nuove rotte e 62 milioni per far volare anche le merci

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Saranno in vendita la prossima settimana i biglietti delle nuove rotte dell’aeroporto di Comiso. Aeoritalia si e aggiudicato il bando della regione per tre nuove rotte italiane e una estera. Pare abbiano partecipato solo due compagnie aeree e la gara ha visto prevalere Aeroitalia. Si volerà per Venezia, Napoli, Pisa e per l’aeroporto di Luqa, a Malta. Si partirà con la stagione invernale, a fine ottobre e sarà possibile acquistare i biglietti già a fine settembre.

 Il bando della regione, che ha assegnato gli incentivi, prevede una programmazione per un anno, prevedendo quindi anche la prossima stagione estiva.L’aeroporto di Comiso ha avuto, nel corso del 2026, un deciso incremento del numero di passeggeri.  Con le medie attuali il 2026 potrebbe chiudere con circa 350.000 passeggeri. La crisi dell’estate a causa dell’eruzione dell’Etna ha portato a Comiso circa 20.000 passeggeri in più.

Il “Pio La Torre” ha raggiunto il proprio record di passeggeri dieci anni fa, nel 2016, quando tocco la soglia di 456.000 passeggeri. Poi un calo progressivo fino agli anni difficili del COVID, il crollo del 2024 e la risalita a partire dallo scorso anno. L’incremento di passeggeri e stato permesso dagli incentivi di Camera di Commercio e Libero Consorzio che hanno fatto partire le rotte estive per Lille, Katowice, Tirana e le rotte italiane per Bologna, Torino, Verona. Milano Linate e Roma Fiumicino sono garantite da Aeroitalia con la continuità territoriale per tre anni (fino all’autunno 2028). A breve potrebbe partire anche una rotta di Wizzair per Milano Malpensa.

Comiso come aeroporto per far viaggiare merci

Intanto il progetto dell’area cargo prosegue come nelle intenzioni ed è stato al centro di una riunione che si è tenuta giovedì 24 settembre a Palazzo d’Orléans, sede della presidenza della Regione. Una pista più lunga, un terminal più grande, un’area dedicata alla logistica e strade d’accesso potenziate. È il pacchetto che dovrebbe fare dell’aeroporto di Comiso uno scalo capace di far viaggiare anche le merci, non soltanto i passeggeri. I Il presidente Renato Schifani lo considera prioritario: l’obiettivo dichiarato è sostenere la crescita economica della Sicilia sud-occidentale, un territorio che vive di produzioni agricole di qualità e che ha tutto l’interesse a portarle sui mercati più in fretta.

Da 46 a 62 milioni di euro

Sul fronte delle risorse, la Regione ha confermato l’impegno iniziale di 46 milioni di euro del Fondo per lo sviluppo e la coesione e il sostegno al maggior fabbisogno. L’investimento complessivo salirà così a 62 milioni, con una quota di compartecipazione di Sac, la società che gestisce lo scalo. Nel confronto sono stati definiti alcuni aspetti tecnici per completare il progetto, che prevede tra l’altro l’ampliamento del terminal, l’allungamento e il miglioramento della pista, la creazione di un’area per la logistica e il potenziamento della viabilità esterna.

La scadenza di ottobre

C’è anche una data da segnare. Entro la prima settimana di ottobre dovranno essere definite le questioni sull’accatastamento dei terreni di proprietà della Regione che ricadono nella superficie aeroportuale: è il passaggio che ne consentirà il successivo trasferimento al demanio nazionale. Al tavolo, con il capo di gabinetto del presidente Salvatore Sammartano e con Simona Vicari, esperta del presidente per trasporti ed energia, sedevano i dirigenti generali Salvatore Lizzio, per Infrastrutture, mobilità e trasporti, e Vincenzo Falgares, per la Programmazione, il sindaco di Comiso Maria Rita Annunziata Schembari e i rappresentanti di Sac, Enac e Cassa depositi e prestiti.

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