Treni inadeguati e tratta Caltanissetta-Siracusa di nuovo chiusa. Ragusa paga il prezzo più alto

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La provincia di Ragusa continua a essere penalizzata sul fronte della mobilità. Dopo anni di promesse e di cantieri annunciati come risolutivi, la tratta ferroviaria Caltanissetta–Siracusa è di nuovo chiusa a distanza di appena sette mesi dalla riapertura. Una sospensione che, ancora una volta, si traduce in disagi enormi per i cittadini e i turisti che scelgono il Sud Est siciliano.

A puntare i riflettori sulla vicenda è il deputato regionale del Partito Democratico, Nello Dipasquale, che ha presentato un’interrogazione all’Assemblea Regionale Siciliana chiedendo chiarimenti e interventi immediati al presidente della Regione Renato Schifani e all’assessore alle Infrastrutture.

“La tratta – ricorda Dipasquale – era rimasta chiusa per nove mesi a causa di lavori di ammodernamento, salvo essere riaperta pochi mesi fa. Oggi torniamo daccapo: treni fermi e passeggeri costretti a spostarsi con autobus sostitutivi. Una situazione paradossale, che penalizza soprattutto un territorio come Ragusa, già isolato e privo di collegamenti ferroviari diretti con il resto dell’Isola e con l’aeroporto di Catania”.

Al centro della polemica anche i nuovi convogli “Blues”, acquistati con fondi europei (PO FESR Sicilia e PNRR), che si sono rivelati inadatti a questa linea. “Si tratta di treni molto più lunghi e pesanti rispetto alle vecchie littorine – spiega l’esponente dem – con un consumo anomalo dei bordini delle ruote che ha richiesto continui interventi in officina e imposto l’interruzione del servizio. In pratica, dopo lavori e investimenti, la linea resta inutilizzabile”.

Per Dipasquale, è un cortocircuito istituzionale che rischia di trasformarsi in un danno strutturale per l’intera area iblea: “Ragusa paga due volte: prima con la storica mancanza di un’infrastruttura ferroviaria moderna, poi con l’incapacità di garantire continuità di servizio persino sulle tratte già ammodernate. È inaccettabile che, mentre in altre regioni si parla di alta velocità, qui siamo fermi a convogli sostituiti da pullman”.

Il parlamentare chiede dunque che il Governo regionale chiarisca immediatamente perché siano stati acquistati mezzi non idonei e quali soluzioni intenda mettere in campo per garantire un collegamento ferroviario stabile ed efficiente.

“La Sicilia – conclude Dipasquale – non può più subire sprechi e scelte sbagliate. Il diritto alla mobilità dei cittadini iblei deve essere tutelato: servono risposte concrete, non l’ennesimo rinvio”.

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