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“Sicilia a secco”: la denuncia del SINALP tra caro carburanti e rischio collasso economico
23 Apr 2026 12:09
Scatta l’allarme del SINALP Sicilia sullo stato dell’economia isolana. Secondo il sindacato, l’isola sarebbe travolta da una “grave emergenza economica e sociale” legata al caro-gasolio, all’aumento dei costi energetici e alla mancanza di interventi strutturali da parte delle istituzioni.
Una situazione definita critica, che dopo lo sciopero degli autotrasportatori e le proteste nel settore logistico e commerciale, ora coinvolge anche le marinerie siciliane, aggravando ulteriormente il quadro produttivo dell’Isola.
Trasporti e pesca in crisi: “Settori al limite della sopravvivenza”
La protesta degli autotrasportatori, che nei giorni scorsi ha portato al blocco delle attività di carico e scarico merci nei principali snodi logistici regionali, non avrebbe prodotto secondo il sindacato alcuna risposta concreta.
Nel frattempo, anche il settore della pesca denuncia una situazione sempre più difficile: i costi del carburante renderebbero spesso antieconomica l’uscita in mare, con ricadute dirette su piccole imprese e lavoratori del comparto.
Una doppia crisi che rischia di colpire contemporaneamente approvvigionamento alimentare, trasporto merci e occupazione.
Carburante alle stelle e impatto sulle imprese
Al centro della denuncia c’è il costo del carburante, considerato tra i più alti d’Italia nonostante la Sicilia sia una regione produttiva di petrolio.
Secondo le analisi del settore, il rialzo sarebbe determinato da una combinazione di fattori internazionali e criticità legate alla gestione di infrastrutture strategiche come la raffineria ISAB di Priolo, che coprirebbe una parte rilevante del fabbisogno energetico.
Le ricadute sulle imprese sarebbero immediate: aumento dei costi operativi, compressione dei margini e rischio concreto di chiusura per molte attività già sotto pressione per inflazione e pressione fiscale.
Allarme occupazione e rischio crisi sociale
Il sindacato avverte che, senza interventi urgenti, la crisi potrebbe estendersi rapidamente a tutto il tessuto economico siciliano.
Trasporti e pesca rappresentano solo l’inizio di un effetto a catena che potrebbe coinvolgere commercio, agroalimentare e servizi, con conseguenze dirette su occupazione e stabilità sociale.
Il rischio evidenziato è quello di una progressiva desertificazione economica e di un aumento dell’emigrazione giovanile e imprenditoriale.
Le richieste: carburante, credito d’imposta e piano straordinario
Il SINALP Sicilia chiede un intervento immediato delle istituzioni nazionali e regionali attraverso una serie di misure urgenti:
tra queste, la riduzione del costo del carburante per i settori produttivi essenziali, l’introduzione di un credito d’imposta emergenziale, la creazione di un tavolo permanente di crisi, un fondo regionale per compensare i costi legati all’insularità e un piano logistico straordinario per infrastrutture e collegamenti.
“Basta attese”: la richiesta di interventi immediati
Il sindacato denuncia inoltre l’assenza di risposte concrete dopo le recenti proteste e avverte che, in mancanza di interventi rapidi, il fronte della mobilitazione potrebbe allargarsi ulteriormente ad altri comparti produttivi.
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