“Sicilia a secco”: la denuncia del SINALP tra caro carburanti e rischio collasso economico

Scatta l’allarme del SINALP Sicilia sullo stato dell’economia isolana. Secondo il sindacato, l’isola sarebbe travolta da una “grave emergenza economica e sociale” legata al caro-gasolio, all’aumento dei costi energetici e alla mancanza di interventi strutturali da parte delle istituzioni.

Una situazione definita critica, che dopo lo sciopero degli autotrasportatori e le proteste nel settore logistico e commerciale, ora coinvolge anche le marinerie siciliane, aggravando ulteriormente il quadro produttivo dell’Isola.

Trasporti e pesca in crisi: “Settori al limite della sopravvivenza”

La protesta degli autotrasportatori, che nei giorni scorsi ha portato al blocco delle attività di carico e scarico merci nei principali snodi logistici regionali, non avrebbe prodotto secondo il sindacato alcuna risposta concreta.

Nel frattempo, anche il settore della pesca denuncia una situazione sempre più difficile: i costi del carburante renderebbero spesso antieconomica l’uscita in mare, con ricadute dirette su piccole imprese e lavoratori del comparto.

Una doppia crisi che rischia di colpire contemporaneamente approvvigionamento alimentare, trasporto merci e occupazione.

Carburante alle stelle e impatto sulle imprese

Al centro della denuncia c’è il costo del carburante, considerato tra i più alti d’Italia nonostante la Sicilia sia una regione produttiva di petrolio.

Secondo le analisi del settore, il rialzo sarebbe determinato da una combinazione di fattori internazionali e criticità legate alla gestione di infrastrutture strategiche come la raffineria ISAB di Priolo, che coprirebbe una parte rilevante del fabbisogno energetico.

Le ricadute sulle imprese sarebbero immediate: aumento dei costi operativi, compressione dei margini e rischio concreto di chiusura per molte attività già sotto pressione per inflazione e pressione fiscale.

Allarme occupazione e rischio crisi sociale

Il sindacato avverte che, senza interventi urgenti, la crisi potrebbe estendersi rapidamente a tutto il tessuto economico siciliano.

Trasporti e pesca rappresentano solo l’inizio di un effetto a catena che potrebbe coinvolgere commercio, agroalimentare e servizi, con conseguenze dirette su occupazione e stabilità sociale.

Il rischio evidenziato è quello di una progressiva desertificazione economica e di un aumento dell’emigrazione giovanile e imprenditoriale.

Le richieste: carburante, credito d’imposta e piano straordinario

Il SINALP Sicilia chiede un intervento immediato delle istituzioni nazionali e regionali attraverso una serie di misure urgenti:

tra queste, la riduzione del costo del carburante per i settori produttivi essenziali, l’introduzione di un credito d’imposta emergenziale, la creazione di un tavolo permanente di crisi, un fondo regionale per compensare i costi legati all’insularità e un piano logistico straordinario per infrastrutture e collegamenti.

“Basta attese”: la richiesta di interventi immediati

Il sindacato denuncia inoltre l’assenza di risposte concrete dopo le recenti proteste e avverte che, in mancanza di interventi rapidi, il fronte della mobilitazione potrebbe allargarsi ulteriormente ad altri comparti produttivi.

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