Semi autoctoni, no a Ogm e brevetti: agricoltori riuniti tra Modica e Scicli

Semi autoctoni, no a Ogm e brevetti: agricoltori riuniti tra Modica e Scicli

Decidi tu come informarti su Google.
Aggiungi RagusaOggi alle tue Fonti preferite. Quando cercherai una notizia, ci troverai più facilmente.
AGGIUNGI

Tutelare i semi autoctoni, nella loro integrità e anche sul piano giuridico, poterli distribuire nei mercati e tra le comunità locali e promuovere pratiche agricole che recuperino la dimensione contadina. Sono le richieste uscite dalla convention della rete agroecologica siciliana che si è svolta il 31 ottobre e il 1° novembre tra Noto, Modica e Scicli, nella tappa siciliana delle feste contadine organizzate dall’Associazione Rurale Italiana.

Lo sfondo è la forte opposizione alla deregolamentazione degli Ogm imposta dall’Europa, che secondo l’associazione cancella tracciabilità, etichettatura e valutazioni su salute e ambiente.

All’incontro, ospitato dall’azienda agricola L’Asino Ignorante di Noto, hanno partecipato numerosi coltivatori e coltivatrici siciliani, oltre ad appassionati del settore. La due giorni è stata organizzata insieme all’azienda agricola Sanapu, all’associazione Suolo Urbano di Modica e al collettivo Stazione Monta di Scicli.

«Questo nucleo di partecipanti ha dato vita a un proficuo e dinamico scambio di informazioni e buone pratiche, focalizzandosi sul ruolo insostituibile che l’agricoltura contadina riveste quotidianamente nella salvaguardia del patrimonio biodiverso», spiega Vanni Spataro dell’azienda agricola L’Asino Ignorante. «Si tratta di una missione di vitale importanza, specialmente se contestualizzata nel territorio siciliano, storicamente caratterizzato da una straordinaria e ricca varietà agrobiologica che rischia, oggi più che mai, l’erosione genetica».

Il seminario rientra nel progetto “Strengthening Farmers’ Organizations: Action for an Agroecological Transition”, finanziato attraverso l’Ifad (Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo) con il cofinanziamento e il supporto dell’Unione europea. «È un fondamentale primo passo di una strategia a lungo termine – prosegue Spataro –. L’obiettivo strutturale per il futuro è quello di ampliare costantemente la rete, coinvolgendo un numero sempre maggiore di agricoltori, produttori e stakeholder di varia natura in un’azione sinergica e diffusa, volta alla preservazione attiva e alla valorizzazione strategica dell’agrobiodiversità locale».

© Riproduzione riservata

Invia le tue segnalazioni a info@ragusaoggi.it