Dopo la chiusura del presidio di Modica Alta, una nuova segnalazione su Modica Sorda: struttura aperta ma nessuno. L’Asp verificherà lunedì.
Ibla, residenza universitaria chiusa dopo i Nas. Un anno fa: «Non è inagibile»
07 Nov 2026 13:18
Un anno fa il Comune aveva escluso l’inagibilità e parlato di una manutenzione “facilmente superabile”. Oggi la residenza universitaria Castillett di Ragusa Ibla è chiusa. L’ha disposto ieri in tarda mattinata, in via precauzionale, l’Ersu, l’ente che la gestisce e ne cura la manutenzione ordinaria, dopo un sopralluogo dei carabinieri del Nas che all’interno dell’edificio hanno riscontrato criticità igienico-sanitarie e strutturali.
A darne notizia è un comunicato dell’amministrazione comunale. Nei giorni scorsi l’assessore all’Università, con i tecnici comunali e l’impresa della manutenzione, aveva fatto un sopralluogo nella residenza, già previsto tra le verifiche sugli edifici comunali messi a disposizione degli studenti: ne era emersa la necessità di alcuni interventi urgenti, inseriti in una relazione tecnica.
Cosa succede agli studenti
Nella residenza erano ospitati 4 studenti. L’Ersu, a cui spetta l’accoglienza dei vincitori del bando per i posti letto, ha proposto due soluzioni: il trasferimento in una struttura ricettiva di piazza Carmine oppure la monetizzazione della borsa, cioè un contributo economico per trovare da soli un altro alloggio. Gli studenti hanno scelto la seconda strada.
Le denunce di due giorni fa
La chiusura arriva due giorni dopo l’interrogazione del gruppo consiliare del Pd, che aveva denunciato umidità, intonaci che cadono, blatte al piano terra e camere senza riscaldamento, chiedendo verifiche da parte degli organi sanitari e di quelli competenti per la sicurezza sul lavoro.
Un anno fa la Pec e lo “sgombero virtuale”
Non è la prima volta che la residenza finisce al centro delle polemiche. A novembre 2025 le rappresentanti degli studenti avevano denunciato muffa sulle pareti, calcinacci, elettrodomestici fuori uso e stanze chiuse. Pochi giorni dopo agli studenti era arrivata una Pec che chiedeva di lasciare l’alloggio per “inagibilità e invivibilità”. Il sopralluogo del Comune, con l’allora assessore al Centro storico Giovanni Gurrieri, si era però concluso con un’altra valutazione: nessuna inagibilità, solo interventi di manutenzione ordinaria, e gli studenti, allora 7 su 18 posti disponibili, erano rimasti nella struttura.
Il Comune: “Ha senso investire ancora?”
Oggi l’amministrazione cambia lettura del problema. Il Comune ricorda di aver eseguito negli anni vari interventi, anche straordinari, ma “a meno di un anno di distanza, umidità e muffa si sono ripresentati, con esattamente gli stessi problemi di prima”. La causa, scrive, “non è occasionale ma strutturale”: l’edificio poggia sulla roccia ed è costantemente esposto all’umidità di risalita.
Da qui la domanda: “Ha senso investire centinaia di migliaia di euro di risorse pubbliche in una struttura che, per sua stessa natura, si presta poco all’uso abitativo?”. Parte dei fondi della legge regionale su Ibla potrebbero andare alla residenza, ma solo se l’intervento eliminasse una volta per tutte i problemi dell’edificio. Altrimenti, conclude l’amministrazione, la scelta più responsabile sarebbe spostare gli investimenti su “un’altra struttura, più adatta a offrire agli studenti una casa salubre e dignitosa”. Poiché gli studenti hanno trovato un’altra sistemazione, secondo il Comune non c’è urgenza di intervenire: la parola passa agli uffici tecnici e le decisioni saranno comunicate nei prossimi giorni.
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