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Scicli perde la guida del PUG e l’opposizione attacca: “Fallimento politico dell’Amministrazione”
28 Lug 2026 10:35
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Non si ferma la “tradotta” delle polemiche, delle accuse all’Amministrazione Marino ed alla coalizione (risicata oramai) che lo sostiene dopo la nomina da parte della Regione di un commissario ad acta per le procedure di approvazione del documento preliminare del PUG redatto dal professore Giuseppe Trombino, docente ed urbanista. Il Partito Democratico non risparmia critiche: “ sindaco e giunta, pur di conservare il potere, hanno rinunciato a fare politica nel senso più alto del termine, governare i processi e gestire i passaggi fondamentali in Consiglio al fine di mantenere una maggioranza che potesse sostenere una visione e coinvolgere una minoranza che, quando si parla della città che sarà da qui a venti anni, non può non essere coinvolta e non può far mancare il suo apporto con responsabilità. Con la nomina del commissario regionale, il Consiglio comunale perde ogni prerogativa sullo strumento di pianificazione territoriale per eccellenza, con il rischio che questa situazione si ripercuota anche sulle successive fasi – sottolinea il PD del segretario Marco Causarano – epperò scopriamo pure che alla Regione nessuno ha comunicato niente! Né del dibattito in Consiglio Comunale né dell’esito della votazione. Come se questi 40 giorni non vi fossero mai stati. La regione parla di ‘perdurante inerzia’. È il caso di chiedere a Marino: a che gioco stiamo giocando? Non si può governare con questo gioco di equivoci. La città non può permettersi di perdere altri pezzi di sovranità sulle decisioni che la riguardano, lo chiediamo un’altra volta: Marino prenda atto delle conseguenze politiche di questo fallimento e si chieda seriamente se è all’altezza della comunità che vuole rappresentare”.
Per Start Scicli quella di oggi è la sconfitta di un’intera comunità.
“La Regione, dopo aver concesso più rinvii affinché il Consiglio comunale potesse concludere il proprio lavoro, è stata costretta ad attivare i poteri sostitutivi previsti dalla legge. Ciò significa che le scelte sulla pianificazione urbanistica non saranno più affidate al confronto tra i rappresentanti eletti dai cittadini, ma saranno demandate a un Commissario. È questa la conseguenza più grave dell’incapacità della politica di esercitare fino in fondo il proprio ruolo istituzionale. Oltre al danno istituzionale, vi sarà anche un costo economico per la collettività, poiché le spese della gestione commissariale graveranno sul bilancio comunale – affermano gli startini – Scicli perde la possibilità di costruire il proprio futuro urbanistico attraverso un percorso condiviso e partecipato. Questa vicenda dimostra quanto sia indispensabile una politica capace di assumersi responsabilità, di confrontarsi nel merito e di mettere al primo posto l’interesse della città”.
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