Rimpasto a Ragusa, il PD: «Toppa alla crisi, il cerchio magico di Cassì è un fortino». Bennardo: «Ma chi paga?»

Rimpasto a Ragusa, il PD: «Toppa alla crisi, il cerchio magico di Cassì è un fortino». Bennardo: «Ma chi paga?»

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Non un rilancio, ma «un’operazione di sopravvivenza politica». Il Partito Democratico boccia il rimpasto con cui il sindaco Peppe Cassì ha completato la Giunta con tre nuovi assessori. A parlare è il segretario cittadino dem, Riccardo Schininà, secondo cui il primo cittadino avrebbe scelto questa strada «per mettere una toppa alla crisi della sua amministrazione e provare a tirare a campare fino alle sue dimissioni».

«Dal cerchio magico al fortino»

Il sindaco parla di slancio e freschezza, ma per Schininà i nuovi ingressi vengono tutti dalla cerchia più stretta: la capogruppo di Forza Italia, il capogruppo della lista del sindaco e il suo capo di gabinetto. Una scelta che, secondo il segretario dem, invece di allargare il perimetro della maggioranza lo restringe ulteriormente. «Quello che una volta era il cerchio magico di Cassì si è ormai trasformato in un fortino», dentro il quale il sindaco resisterebbe fino al momento di dimettersi per candidarsi alle prossime regionali, «sempre che questo sia ancora il suo obiettivo».

«Il civismo è un ricordo»

Per il PD il rimpasto rende evidente anche la trasformazione politica dell’amministrazione: il civismo con cui Cassì si era presentato agli elettori sarebbe ormai un ricordo, con una Giunta sempre più di centrodestra e una presenza preponderante di Forza Italia. Schininà chiama in causa anche gli assessori Gurrieri e Adamo, chiedendo come giudichino questa evoluzione e quale progetto politico condividano oggi con il sindaco.

Due le domande finali: quale interesse pubblico persegue l’operazione e quali problemi della città risolverà. «Ragusa avrebbe bisogno di una nuova visione ad ampio raggio», conclude, «non di una giunta costruita per accompagnare Cassì fino al momento in cui deciderà di lasciare Palazzo dell’Aquila».

Ragusa, tre nuovi assessori con i conti in squilibrio: chi paga le indennità?

Prima la presa d’atto di uno squilibrio finanziario di quasi 4 milioni di euro, poi, a pochi giorni di distanza, la nomina di tre nuovi assessori. A Ragusa la Giunta si allarga mentre i conti del Comune restano sotto osservazione, e la domanda che si pone è una sola: ci sono le risorse per pagare le indennità dei nuovi componenti dell’esecutivo?

La nomina, va ricordato, rientra tra le prerogative del sindaco Peppe Cassì. Ma ogni nuova spesa deve trovare copertura nel bilancio comunale, ed è proprio su questo punto che si concentrano i dubbi.

Le luminarie e la segnalazione ai revisori

Non è l’unica spesa finita sotto la lente. Nei giorni scorsi è stata inviata una segnalazione formale al Collegio dei revisori dei conti del Comune e, per quanto di competenza, alla Corte dei conti, perché venga verificata la regolarità di alcuni impegni di spesa. Tra questi la determinazione del settore XII con cui sono stati impegnati circa 131 mila euro per le luminarie di Natale e per quelle previste per San Valentino 2027.

Il nodo è l’articolo 183, comma 6, del Testo unico degli enti locali: gli impegni di spesa corrente sugli esercizi successivi a quello in corso si possono assumere solo nei casi espressamente previsti dalla legge, soprattutto quando producono effetti sui bilanci degli anni seguenti.

A sollevare la questione è il consigliere comunale di ControCorrente Federico Bennardo. «Da una parte il Comune dichiara uno squilibrio di quasi 4 milioni di euro, dall’altra continua ad assumere impegni di spesa che richiedono verifiche puntuali sulla loro copertura e regolarità contabile», osserva, annunciando che continuerà a esercitare la propria funzione di controllo.

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