Modica, la Fiumara ridotta a discarica: frigoriferi e rifiuti lungo la strada

Modica, la Fiumara ridotta a discarica: frigoriferi e rifiuti lungo la strada

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Frigoriferi, scaldabagni, pneumatici, materiale edile e sacchi di rifiuti che si aprono sull’asfalto, tra vetri rotti, liquami e cattivi odori. È lo scenario che si presenta lungo la via Fiumara di Modica, la strada che collega Modica Bassa a Scicli attraversando una lunga cava, nel tratto dopo il ponte Guerrieri dove si trovano i cassonetti della differenziata.

Quei contenitori dovrebbero servire ai residenti della zona, ma la strada è una via di passaggio senza telecamere e l’area, raccontano i residenti, è diventata una discarica a cielo aperto dove chiunque, anche chi non vive a Modica, lascia la propria immondizia. Il materiale deperibile abbandonato attira blatte e topi.

Via Fiumara a Modica, la richiesta di telecamere

Gli operatori della raccolta, riconoscono i residenti, fanno il possibile per mantenere il decoro, ma la quantità di rifiuti è tale che servirebbe anche una sanificazione dell’area con macchinari e prodotti specifici, già chiesta all’ufficio ecologia. La soluzione indicata è l’installazione di telecamere, lo stesso strumento che ha permesso al Comune di elevare multe per oltre 27 mila euro per abbandono di rifiuti in altre zone della città.

Le sanzioni previste dal Comune vanno da 100 euro per il sacchetto lanciato o lasciato accanto ai cassonetti a 200 euro per l’abbandono di ingombranti ed elettrodomestici, fino a 450 euro per i non residenti sorpresi a conferire nei cassonetti di Modica.

La denuncia di un residente

A segnalare la situazione è Marco Simonetti, residente nella zona, che da mesi scrive via pec al sindaco Maria Monisteri, all’ufficio ecologia, all’Arpa e alla Polizia locale, e che ha presentato anche denunce al comando dei vigili urbani. Racconta che il 3 novembre è stato avvicinato davanti a casa da una persona, che non conosce, la quale dopo aver ricevuto una multa da 450 euro lo ha accusato di aver dichiarato il falso e ha minacciato azioni legali. «Oggi è andata bene», scrive Simonetti, che chiede all’amministrazione un confronto e un intervento.

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