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Lite tra vicini nel condominio di via Gattamelata a Ragusa, respinto il ricorso della 55enne: dovrà pagare le spese legali
13 Mar 2026 14:38
Il tribunale ordinario di Ragusa ha respinto il ricorso presentato da una donna di 55 anni, residente in un appartamento di via Gattamelata, che aveva denunciato due vicine di casa accusandole di comportamenti molesti. Con la decisione, emessa lo scorso 6 marzo dal giudice Giovanni Giampiccolo, la ricorrente è stata inoltre condannata al pagamento delle spese legali sostenute dalle controparti. La donna in questione è invece accusata dagli altri condomini di essere invece lei la molestatrice seriale. Insomma accuse reciproche che continuano a creare momenti di alta tensione.
La vicenda nasce all’interno di un contesto condominiale caratterizzato da rapporti particolarmente tesi. La donna, assistita dall’avvocato Rosaria Brugaletta, aveva avviato un’azione giudiziaria nei confronti delle due vicine, difese rispettivamente dagli avvocati Vincenzo Cascone e Valentina Tuminello. Nel ricorso sosteneva di subire continui disagi: secondo la sua versione, le due condomine le avrebbero impedito di aprire le finestre, suonato ripetutamente al campanello a qualsiasi ora e persino imbrattato il portoncino di ingresso del suo appartamento.
Il giudice, però, non ha ritenuto fondate le accuse. Nella sentenza viene evidenziato come i comportamenti denunciati si inseriscano in un clima di forte conflittualità tra i vicini, situazione che – secondo il tribunale – la stessa ricorrente avrebbe contribuito a creare.
Nel provvedimento viene inoltre richiamato un episodio già oggetto di un procedimento penale: l’aggressione subita da un’anziana, nonna di una delle condomine. In quell’occasione la donna riportò lesioni giudicate guaribili in otto giorni. Il caso arrivò davanti al giudice di pace di Ragusa, che condannò la 55enne al pagamento di una multa di 400 euro, oltre alle spese processuali e al risarcimento dei danni non patrimoniali. La decisione è stata successivamente confermata anche in appello.
Alla luce di questi elementi, il tribunale ha quindi respinto il ricorso e disposto la condanna della ricorrente al pagamento delle spese di giudizio in favore delle due resistenti: 1.800 euro per ciascuna, a cui si aggiungono Iva, Cpa e il rimborso forfettario delle spese previsto dalla legge.
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