Tumori in lista d’attesa e bambini senza farmaci: la sanità in provincia che lascia soli i più fragili

Casi oncologici che attendono oltre i tempi previsti e mancanze di tutele da parte di Asp. E’ questa la nuova denuncia portata avanti dal Movimento Civico articolo 32 che registra una forte contrapposizione tra l’impegno del personale medico e sanitario e le difficoltà organizzative dell’Azienda sanitaria provinciale.

Una segnalazione che mette in luce due casi ritenuti emblematici delle disfunzioni del sistema: da un lato i lunghi tempi di attesa e la gestione dei cosiddetti “percorsi di tutela”, dall’altro la difficoltà nel reperire farmaci salvavita per pazienti fragili.

Caso oncologico e percorso di tutela: attesa oltre i tempi previsti

Al centro della prima segnalazione vi è il caso di un paziente, indicato con le iniziali L.G., affetto da tumore alla vescica, al quale era stata prescritta una uretrocistoscopia da effettuarsi entro 60 giorni.

Secondo quanto riportato, l’appuntamento sarebbe stato fissato a circa sei mesi dalla prescrizione. A fronte di questo ritardo, il paziente avrebbe presentato richiesta di attivazione del “percorso di tutela”, previsto da normative ministeriali e regionali per garantire il rispetto dei tempi massimi di attesa.

La risposta ricevuta dall’Asp, sempre secondo la segnalazione, non avrebbe fornito una motivazione puntuale del diniego, rimandando invece alla consultazione del Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa (PNGLA) e del Piano Regionale (PRGLA), documenti di centinaia di pagine disponibili online.

Una modalità che viene contestata perché, di fatto, non offrirebbe una risposta immediata e chiara al singolo caso clinico. Anzi, provoca rabbia: accedendo al sito Asp il signor L.G. (come chiunque ) nota che l’argomento in questione  è trattato riproducendo, 191 pagine. Il PNGLA a sua volta rimanda al P.R.G.L.A. (piano regionale) anch’esso riprodotto in 161 pagine.

Farmaco salvavita irreperibile per un bambino epilettico

Il secondo caso riguarda una famiglia con un bambino affetto da epilessia, alla ricerca da circa un mese di un farmaco specifico considerato salvavita.

Secondo quanto riferito, i genitori si sarebbero rivolti al reparto di Pediatria dell’ospedale di Vittoria, già a conoscenza della situazione clinica, oltre che a diverse farmacie della provincia di Ragusa, senza riuscire a reperire il medicinale necessario.

Una condizione che ha generato forte preoccupazione e che riaccende l’attenzione sulla disponibilità dei farmaci essenziali e sui canali di distribuzione sanitaria sul territorio.

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