“In gioco la vita dei cittadini”. Appello di Roberto Ammatuna ai sindaci della provincia: “uniamoci per salvare i servizi di pronto soccorso”

Da lunedì, 1° maggio, i pronto soccorso della provincia in grande difficoltà. La denuncia arriva dal sindaco di Pozzallo Roberto Ammatuna che è un fiume in piena nella doppia veste di primo cittadino e di primario di pronto soccorso, ruolo che ha ricoperto fino al 2019 all’ospedale Maggiore Nino Baglieri di Modica. E’ chiaro ormai che il numero ridotto di medici nei servizi di pronto soccorso non può essere lasciato al racconto del paziente quando, sfortunamente, è costretto a lunghe attese prima di essere sottoposto a visita, o ai disagi di una turnazione che costringe il personale ad un lavoro estenuante. Deve essere oggetto di una concreta riflessione sul campo. A chi compete questo percorso? La conferenza dei sindaci ha potere di discussione e riflessione. Ed allora?

Provocazione o soluzione?

“Si chiudano i pronto soccorso di Modica, Vittoria e Comiso e se ne faccia uno a Ragusa con la garanzia della piena funzionalità del servizio concentrando lì medici e paramedici – ipotizza Ammatuna – dal 1° maggio, per effetto della direttiva dell’Assessore regionale della salute Giovanna Volo, sono stati rinnovati parzialmente i contratti del personale a tempo determinato e non invece quelli dei medici con il risultato che gli organici dei sanitari operanti negli importanti servizi di emergenza sono ormai ridotti al minimo – prosegue – non si può accettare una situazione dei servizi sanitari dell’emergenza come quella attuale senza fare correre rischi a tutti i cittadini iblei. Non possono bastare più le promesse di nuovi bandi di concorso che necessitano ancora di alcuni mesi per lo svolgimento delle prove e che non garantiscono nessun risultato certo. La drammatica situazione deve essere affrontata subito nei prossimi giorni con proposte e provvedimenti che garantiscano servizi di emergenza in grado di salvaguardare la vita e la salute di tutti i cittadini. Non sarà cosa facile, ma occorre fare in fretta”.

Ammatuna tocca anche la nota dolente dei PTE, i presidi territoriali di emergenza.

“C’è una grave criticità nei Presidi territoriali di emergenza del nostro territorio, mancano i medici, mancano gli infermieri. E quelli che ci sono sono costretti a turni estenuanti – prosegue Ammatuna – la situazione era grave già quando io ero in servizio ma ora si è aggravata maggiormente con seri rischi per le persone che debbono ricorrere ai servizi sanitari. Dicono che non ci sono soluzioni, dicono ancora che debbono reclutare medici dall’estero. Dicono, insomma, di voler fare ma vediamo, invece, che i benefici arrivano solo per gli amministrativi seduti alle scrivanie. Io non ci sto e spero non ci stiano neanche gli altri sindaci della provincia iblea. E’ necessario muoverci per dire no a queste soluzioni che non sono soluzioni. Tutto fanno tranne che aiutare la gente nel tranne che aiutare la gente nel bisogno”.

© Riproduzione riservata

Invia le tue segnalazioni a info@ragusaoggi.it