Iblea Acque: disposte nuove modifiche ai bandi per il personale, dopo critiche del consigliere Gaetano Mauro. Sindaco Cassì ammette l’errore

Iblea Acque: disposte nuove modifiche ai bandi per il personale, dopo critiche del consigliere Gaetano Mauro. Sindaco Cassì ammette l’errore

Decidi tu come informarti su Google.
Aggiungi RagusaOggi alle tue Fonti preferite. Quando cercherai una notizia, ci troverai più facilmente.
AGGIUNGI

Iblea acque: modifica ed integrazione degli schemi di bando. E’ quanto hanno deciso di fare i sindaci che riuniti nel Comitato di Controllo Analogo di Iblea acque S.p.A., dopo aver valutato le forme e la sostanza degli schemi di bando pubblicati per la selezioni dei dirigenti e dei funzionari da reclutare per un anno, per le necessità gestionali dell’Ente, al fine di garantire la più ampia partecipazione alle selezioni, hanno deliberato di proporre all’amministratore unico, una modifica ed integrazione degli schemi di bando. Dove si deve intervenire? Ecco i punti principali:

1) Per il reclutamento di 2 dirigenti: non fissare requisiti aggiuntivi rispetto all’esercizio comprovato della funzione di dirigente; per i candidati che hanno svolto mansioni di funzionario-quadro, richiedere il requisito della abilitazione professionale, senza limite temporale minimo;

2) Per il reclutamento di 4 funzionari: prevedere il requisito della abilitazione professionale senza limite temporale minimo;

3) Sostituire le denominazioni delle lauree richieste con quelle rispondenti alle classi attualmente vigenti, facendo valere le equipollenze;

4) Prevedere uno spostamento di 30 gg. decorrenti dalla data di pubblicazione degli avvisi rivisti, della scadenza dei termini per la presentazione delle istanze di partecipazione;

5) Nelle more dell’espletamento delle citate procedure, avviare i procedimenti per i concorsi per le assunzioni a tempo indeterminato. 

Ci aveva visto dunque bene, e per la seconda volta, il consigliere comunale Gaetano Mauro che aveva sollevato nuove perplessità e aveva chiesto dei nuovi provvedimenti, adesso arrivati. Mauro aveva ricordato che “a seguito delle nostre denunce, sono stati rifatti i concorsi per l’assunzione di due dirigenti e di quattro responsabili di servizio e leggendo i nuovi avvisi pubblici notiamo, ancora una volta, qualcosa che non va. Questi avvisi sembrano fatti su misura per qualcuno che si vuole far vincere. Per poter partecipare sono stati previsti dei requisiti tecnico professionali molto stringenti che riducono drasticamente la platea dei possibili partecipanti, come ad esempio l’obbligo di iscrizione ad albi professionali”. “Da un punto di vista legale- aveva ancora detto Mauro che è anche avvocato-  è ampliamente violato uno dei principi cardine della Pubblica Amministrazione ovverosia il favor partecipationis e cioè quel principio secondo cui nelle gare pubbliche bisogna ampliare il più possibile la platea dei partecipanti.Di fatto, poi, questi avvisi rischiano di creare delle contraddizioni assurde. Un esempio? Chi vuole partecipare alla selezione per il dirigente amministrativo/contabile deve avere maturato, fra le altre cose, l’iscrizione da almeno 10 anni all’albo dei dottori commercialisti. Per fare il ragioniere capo del Comune di Ragusa non serve essere iscritti ad alcun albo mentre per fare il dirigente contabile all’interno di Iblea Acque si. Parliamo ovviamente di ruoli analoghi. L’attuale ragioniere generale della regione Siciliana è un avvocato, non un commercialista, e come tale non sarebbe idoneo fare il dirigente contabile dentro iblea acque. Siamo quindi all’assurdo”. Mauro aveva chiesto poi al sindaco Cassì, in qualità presidente del comitato dei sindaci, di intervenire con modifiche, ora arrivate, ai bandi che scadevano il 30 gennaio.

E adesso, con una propria nota, è lo stesso sindaco Cassì che chiarisce che si è provveduto alle modifiche dopo le perplessità sollevate da Mauro e che in qualche modo c’è stato un errore. Questa la lunga dichiarazione del primo cittadino di Ragusa che replica anche ad altre dichiarazioni politiche di altri esponenti politici che invece, piuttosto che sollevare perplessitià e criticità per essere più costruttivi, come ha fatto appunto il consigliere Mauro, si sono lasciati andare a stupide e scontate strumentalizzazioni politiche.

Dichiarazione del sindaco Peppe Cassì sulla vicenda Iblea Acque

“Cominciamo dalla cronaca di questi giorni. Un consigliere comunale di Ragusa ha evidenziato come gli avvisi pubblicati dalla società per il reclutamento del personale necessario fossero eccessivamente limitativi e impedissero la più ampia partecipazione di potenziali candidati.

Il Comitato sul controllo analogo dei sindaci, che ha l’onere di controllare le attività di gestione della società ha effettivamente riconosciuto come fosse opportuno eliminare alcuni requisiti di partecipazione ai bandi ed ha dato indicazioni all’amministratore unico della società di rettificare gli avvisi estendendo il termine per la presentazione delle domande.

In qualità di presidente del Comitato dei sindaci avrei dovuto accorgermi io stesso del potenziale vulnus degli avvisi prima della loro pubblicazione: ho quindi commesso un errore, che non esito a riconoscere, come altre volte ho fatto in passato.

Al netto delle polemiche che comprendo e dalle quali non mi sottraggo, mi piace evidenziare che l’impalcatura democratica che prevede al proprio interno pesi e contrappesi e dota le istituzioni degli strumenti e degli anticorpi per rimediare ad errori sempre possibili, ha funzionato. Di questo tutta la comunità iblea che con gli altri 11 sindaci ho l’onore di rappresentare può ritenersi rassicurata. 

Alcune considerazioni ritengo tuttavia necessarie, per provare ad arginare e contrastare il clima di ostilità e di sfiducia che si tenta di fomentare con dichiarazioni di taluni esponenti politici che non esito a definire irresponsabili:

I 12 sindaci della provincia di Ragusa abbiamo scelto senza tentennamenti che la gestione del servizio idrico integrato, in presenza della imposizione regionale di procedere con gestione unitaria per l’intero ambito provinciale, rimanesse interamente in mano pubblica.

Nessun esponente politico, di maggioranza o di opposizione, ha finora affermato che sarebbe stato meglio scegliere la via della società mista pubblico/privata, come pure accaduto in altre province, con un corollario di ricorsi e prese di posizione contrarie.

Siamo quindi tutti d’accordo che la soluzione della società cosiddetta “in house”, cioè interamente pubblica, sia stata quella migliore.

Il cambio del gestore di un servizio complesso come quello idrico necessita di un periodo di assestamento: se prima la gestione e la riscossione del relativo tributo erano a carico dei singoli Comuni, che operavano attraverso procedure collaudate e sulla base di bilanci fondati su dati storici consolidati, adesso è subentrato un nuovo soggetto, dotato di struttura autonoma, anche se operante sempre sotto il controllo dei Comuni, e privo, allo stato, di sufficienti risorse economiche.

Ci vorrà un po’ di tempo prima che la nuova macchina possa operare a pieno regime ed in piena autonomia anche economica, e il successo dell’operazione dipenderà oltre che dalla efficacia della gestione anche dal senso di responsabilità delle singole amministrazioni e dei cittadini che vi abitano. 

L’amministratore unico, cui abbiamo affidato unanimemente il compito di strutturare la società, gode della fiducia di tutti i sindaci, in modo trasversale, qualsiasi sia la sensibilità o la connotazione politica di ciascuno, e ciò a prescindere dalle correzioni alle procedure proposte nell’esercizio di un potere/dovere di controllo che è garanzia di buon funzionamento e di corretta gestione. Un fatto assai raro nello scenario politico attuale, nel quale le nomine in genere seguono essenzialmente logiche di “spartizione”, nel nostro caso del tutto assenti.

Proprio a testimonianza della unità di intenti dei Comuni iblei, che condividono la necessità di veicolare un messaggio di richiamo alla responsabilità di ciascuno, i 12 sindaci hanno sottoscritto il documento seguente”:

“Iblea Acque spa siamo noi

I dodici sindaci della provincia di Ragusa, in maniera unanime ribadiscono che la gestione dell’acqua rimane pubblica e che Iblea Acque è una società di gestione delle reti idriche e della depurazione assolutamente pubblica.

Contro ogni tipo di disinformazione, tutti e dodici i sindaci esortano i cittadini, che si sono visti recapitare la fatturazione a nome della società pubblica Iblea Acque, a versare quanto dovuto, continuando così ad esercitare il loro ruolo di utenti attivi e responsabili del buon funzionamento del servizio pubblico più importante per ogni comunità”.

Gianfranco Fidone – Acate

Mario Cutello – Chiaramonte Gulfi

Maria Rita Schembari – Comiso

Bartolo Giaquinta – Giarratana

Innocenzo Leontini – Ispica

Maria Monisteri – Modica

Salvatore Pagano – Monterosso

Roberto Ammatuna – Pozzallo

Giuseppe Cassì – Ragusa

Giuseppe Dimartino – S. Croce

Mario Marino – Scicli

Francesco Aiello -Vittoria

© Riproduzione riservata

Invia le tue segnalazioni a info@ragusaoggi.it