L’Azienda Sanitaria Provinciale di Ragusa ha conferito al dottor Claudio Caruso l’incarico quinquennale di Direttore della Struttura Complessa Distretto 3 di Modica, al termine della procedura selettiva pubblica per titoli e colloquio. Medico chirurgo con attestato di formazione specifica in Medicina Generale, Caruso vanta una lunga esperienza nell’organizzazione dei servizi sanitari territoriali e nella gestione […]
16 Giu 2025 09:18
“Artemisia è un’icona di coraggio. Ha lottato contro il potere, contro il pregiudizio, contro la vergogna. La sua voce è la nostra voce” – spiega Giovanna Battaglia, segretaria provinciale SPI CGIL Ragusa.
“Con questo evento – aggiunge Cecilia Tumino, responsabile del Coordinamento Donne – vogliamo dire basta ai compromessi, ai carichi familiari non condivisi, ai salari diseguali, alle domande offensive nei colloqui. Le pari opportunità non possono più essere una promessa mancata.”
Lo spettacolo si inserisce in un progetto più ampio di promozione del talento femminile in ogni campo: arte, cultura, lavoro, scienza. Perché il vero cambiamento nasce dalla visibilità e dalla narrazione. Perché raccontare Artemisia significa raccontare tutte le donne che, ieri come oggi, alzano la testa e si riprendono il diritto di esistere a pieno titolo.
Giulia Guastella, in scena, è tutte le voci: Artemisia, suo padre Orazio, il carnefice Agostino Tassi, la serva Tuzia. Ma soprattutto, è il ponte tra passato e presente, tra la verità storica e quella civile.
Una sinfonia di parole e immagini, di corpi e tele, che lascia il pubblico sospeso tra rabbia e speranza. Perché la cultura può e deve cambiare il mondo. E perché, come dice una meravigliosa metafora finale:
“L’umanità è un uccello con due ali: una maschile e una femminile. Fino a quando una delle due non sarà libera di spiegarsi, non potremo davvero volare.” L’ingresso è libero.
© Riproduzione riservata