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Comiso, 230mila passeggeri persi in tre anni: si chiede a Ryanair e Sac di mostrare le carte del 2023
08 Ott 2026 08:18
Duecentotrentamila passeggeri persi in tre anni e due versioni opposte su chi abbia fatto saltare l’accordo. Sull’aeroporto di Comiso e su Ryanair torna a farsi sentire il Patto per la Sicilia orientale, che ha scritto ai vertici della compagnia irlandese e della Sac per chiedere una cosa sola: rendere pubblici i documenti della trattativa interrotta nell’aprile 2023. Le risposte sono attese entro il 20 ottobre. La data non è casuale: il 12 novembre i grandi operatori interessati alla privatizzazione della Sac dovranno presentare le offerte non vincolanti, e i firmatari vogliono che la vicenda sia chiarita prima.
Dal 2022 al 2025 il 63% di traffico in meno
I numeri citati dal Patto raccontano il crollo dello scalo Pio La Torre: 364.735 passeggeri nel 2022, circa 134mila nel 2025. Una perdita del 63%, che i promotori legano proprio alla rottura con Ryanair nella primavera del 2023. A pagarne il prezzo, sostengono, è stato tutto il territorio ibleo, dalle imprese turistiche della Val di Noto ai produttori agroalimentari, fino ai lavoratori dell’aeroporto.
Due versioni che non stanno insieme
Da una parte c’è la ricostruzione attribuita all’amministratore delegato di Ryanair Eddie Wilson: l’accordo era pronto per la firma, poi la Sac avrebbe cambiato posizione, la trattativa si è fermata e la conferenza stampa per annunciare le nuove rotte è stata cancellata. Dall’altra la versione attribuita ai vertici Sac, Torrisi e Alfano: sarebbe stata Ryanair ad alzare la posta con richieste ulteriori, ritenute incompatibili con le regole europee sugli aiuti di Stato e con la parità di trattamento tra compagnie. Per il Patto le due versioni si escludono a vicenda, e solo gli atti possono dire come sono andate le cose. Lo scopo, spiegano, non è riaprire le polemiche ma evitare che la storia si ripeta.
Le due lettere
A Wilson, in inglese, il Patto chiede proposte, controproposte, corrispondenza e verbali degli incontri, e propone un incontro a Catania, a Comiso, a Dublino o in videoconferenza per capire a quali condizioni Ryanair potrebbe tornare. Condizioni da mettere poi sul tavolo del futuro gestore privato. Alla presidente della Sac Quattrone e all’amministratore delegato Torrisi chiede invece di pubblicare la documentazione o di trasmetterla ai soci pubblici, ricordando che il capitale della società è interamente pubblico e quindi soggetto agli obblighi di trasparenza.
La privatizzazione e il timore dello sconto
Sullo sfondo c’è la vendita della Sac. Il Patto richiama un articolo del Corriere della Sera secondo cui alcuni concorrenti valuterebbero uno «sconto calamità naturale» legato al rischio Etna, con un valore dell’operazione già sceso da un miliardo a 500-600 milioni. In questo quadro, avvertono i firmatari, uno scalo di Comiso ridimensionato pesa anche sul prezzo. Per questo chiedono che il contratto di privatizzazione preveda un piano industriale autonomo per Comiso, obiettivi vincolanti e il divieto esplicito di depotenziarlo. «Non ci schieriamo né con Ryanair né con Sac, ma con il territorio», è la sintesi del promotore Franz Cannizzo: entrambe le parti dicono di avere ragione e di avere i documenti, ora li tirino fuori.
Firmano l’iniziativa, oltre a Cannizzo, Giovanni Lo Schiavo (Cisal Catania), il sindaco di Carlentini Giuseppe Stefio, Mirko Stefio (Movimento Siciliano d’Azione) e, per il Comitato a difesa e sviluppo degli aeroporti iblei, Antonio Prelati e Paolo Crocifisso. Della vicenda ci eravamo occupati ieri, quando Ryanair si era detta pronta a tornare e la Sac aveva risposto che la porta è aperta.
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