Acqua che si disperde fra canali colabrodo: rete obsoleta a Ispica e Acate. La Regione stanzia 14 milioni

L’occasione è ghiotta e sicuramente sarà l’occasione della svolta per dare servizi adeguati a contribuenti che subiscono da anni una tassazione di sangue per poter attingere alle risorse idriche di un territorio e garantire coltivazioni e produzioni. Dalla Regione Sicilia arriva la possibilità di attingere ad un serbatoio contenente 14 milioni di euro per realizzare infrastrutture irrigue nell’isola. Possono attingere a questa possibilità di finanziamento, peraltro a fondo perduto, sono solo i Consorzi di bonifica, enti che garantiscono la distribuzione delle acque nei territori e che soprattutto gestiscono tutta la materia irrigua nelle provincie siciliane caricando sui proprietari terrieri le spese di distribuzione soprattutto le spese per il mantenimento in vita della rete di canali e dei macchinari di distribuzione.

I Consorzi di bonifica possono partecipare con progetti che non dovranno superare un milione di euro. Saranno a fondo perduto e le richieste dovranno essere presentate entro il prossimo 25 maggio.

La rete irrigua consortile nel Ragusano tocca l’intera fascia trasformata ma anche le zone dell’entroterra. E’ la rete pubblica che distribuisce l’acqua agli agricoltori con canalizzazioni obsolete e costi più volte messe in discussione dagli utenti che lamentano bollette da capogiro.
Le opere riguarderanno la sostituzione ed il ripristino delle condotte secondarie e terziarie della rete distributiva irrigua esistente per l’eliminazione delle perdite e miglioramento dell’efficienza. Riguardano anche opere finalizzate a migliorare la funzionalità degli impianti irrigui collettivi, i sistemi di automazione ed il controllo finalizzato al miglioramento della distribuzione delle risorse irrigue ed al risparmio idrico con sistemi di monitoraggio e di misurazione nella distribuzione.

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