Residenza di Ibla, gli studenti: «Ci hanno detto: oggi dovete andare via»

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Avevano ottenuto il posto nella residenza universitaria e alcuni erano entrati negli alloggi soltanto da pochi giorni. Ieri, invece, si sono ritrovati a dover lasciare Casa Castillett, a Ragusa Ibla, dopo la chiusura precauzionale disposta dall’Ersu in seguito al sopralluogo dei Nas.

È l’altra faccia della vicenda della residenza universitaria chiusa per le criticità igienico-sanitarie e strutturali riscontrate nell’edificio: quella dei quattro studenti che vivevano nella struttura e che, nel giro di poche ore, hanno dovuto riorganizzare la propria permanenza a Ragusa.

Secondo quanto riferito a RagusaOggi da familiari di alcuni degli studenti, almeno alcuni assegnatari avevano preso possesso delle camere soltanto da circa una settimana, dopo aver partecipato alle procedure Ersu per ottenere un posto letto. Ieri la comunicazione della chiusura e la necessità di lasciare gli alloggi praticamente nell’immediatezza.

L’Ersu ha proposto due soluzioni: il trasferimento in una struttura ricettiva di piazza Carmine, a Ragusa Superiore, oppure la monetizzazione del beneficio, con un contributo economico che consenta agli studenti di trovare autonomamente un’altra sistemazione. I quattro hanno scelto questa seconda possibilità. Una scelta che, però, significa adesso rimettersi alla ricerca di una casa in tempi rapidissimi.

Ed è proprio questo aspetto a suscitare perplessità. Parliamo infatti di studenti fuori sede che accedono al servizio abitativo universitario attraverso le graduatorie Ersu e che, proprio per questo, hanno programmato il proprio anno accademico contando sulla disponibilità di un posto letto pubblico.

La chiusura della struttura arriva dopo che, nei giorni precedenti, erano state denunciate muffa, umidità, intonaci deteriorati, presenza di blatte negli ambienti al piano terra e camere prive di riscaldamento. Il Nas ha poi effettuato un sopralluogo e l’Ersu ha disposto in via precauzionale lo stop all’utilizzo della residenza.

La vicenda provoca adesso una durissima reazione del Partito democratico. «Ci sono voluti la denuncia pubblica del Partito democratico, il nostro sopralluogo e l’intervento dei Nas per arrivare alla chiusura di una residenza universitaria che da tempo versava in condizioni indegne», attacca il capogruppo consiliare Peppe Calabrese, che respinge la ricostruzione del Comune secondo cui i controlli sarebbero rientrati in verifiche già programmate.

Il Pd contesta soprattutto un passaggio del comunicato dell’amministrazione, quello nel quale si afferma che, avendo gli studenti scelto di cercare autonomamente una sistemazione alternativa, non vi sarebbe più urgenza di intervenire sulla Castillett. «Gli studenti sono costretti ad andare via da una struttura pubblica e l’amministrazione sembra considerare risolto il problema. Non è così», sostiene Calabrese.

La polemica si sposta ora anche sul futuro dell’immobile. Il gruppo consiliare del Pd, composto da Calabrese, Mario Chiavola e Giuseppe Podimani, annuncia un emendamento per destinare 306.164,19 euro delle risorse della legge speciale per Ibla al recupero della residenza.

La posizione del Comune è invece più prudente: prima di investire altre risorse pubbliche, l’amministrazione vuole capire se i problemi di umidità dell’edificio possano essere risolti definitivamente. In caso contrario viene prospettata la possibilità di destinare gli investimenti a una struttura diversa e più adatta a ospitare gli studenti.

Sul problema della sistemazione interviene anche Federico Androne, segretario dei Giovani democratici, che mette in evidenza la distanza tra l’alternativa proposta in piazza Carmine e le sedi universitarie di Ibla. Per il Pd la questione, quindi, non è soltanto trovare quattro letti per superare l’emergenza, ma garantire che Ragusa Ibla continui ad avere una residenza universitaria accessibile agli studenti fuori sede.

Intanto, però, resta il dato più immediato: quattro giovani arrivati a Ragusa contando su un posto nella residenza pubblica hanno dovuto lasciare Casa Castillett dall’oggi al domani. E per alcuni di loro l’anno universitario a Ragusa era cominciato lì appena pochi giorni prima.

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