Ispica, traditi dal nastro adesivo sulla targa: condannata a 2 anni e 8 mesi per rapina

Ispica, traditi dal nastro adesivo sulla targa: condannata a 2 anni e 8 mesi per rapina

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Avevano tentato di nascondere la targa dell’auto utilizzata per una rapina con del semplice nastro adesivo. Un espediente maldestro che, anziché garantire l’anonimato, aveva contribuito a mettere i Carabinieri sulle tracce dei responsabili. A distanza di oltre due anni dal colpo messo a segno in una tabaccheria del centro di Ispica, è diventata definitiva la condanna nei confronti di una donna di 35 anni, riconosciuta responsabile di rapina aggravata in concorso.

I Carabinieri della Stazione di Ispica le hanno notificato un ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Ragusa. La donna dovrà scontare una pena di 2 anni e 8 mesi di reclusione, oltre al pagamento di una multa di 1.200 euro. Parte della pena risulta già espiata e la trentacinquenne, già sottoposta a una misura restrittiva, proseguirà la detenzione agli arresti domiciliari.

La vicenda risale all’aprile del 2024, quando tre persone avevano preso di mira una tabaccheria del centro cittadino. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Modica, la donna aveva partecipato alla rapina con il ruolo di “palo”, sorvegliando la zona mentre i complici mettevano a segno il colpo.

Determinanti per identificare i responsabili erano state le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nell’area. Le telecamere avevano ripreso sia la partecipazione della donna sia un particolare rivelatosi decisivo: il tentativo dei rapinatori di camuffare con del nastro adesivo la targa dell’automobile utilizzata per la fuga. Un accorgimento che non aveva impedito ai militari di riconoscere il veicolo e trovare conferma ai propri sospetti.

Le indagini avevano così permesso di ricostruire le diverse fasi della rapina e di individuare i componenti del gruppo.

La donna era stata condannata nel 2025 dall’autorità giudiziaria ragusana. La sentenza, successivamente confermata dalla Corte d’Appello di Catania, è diventata definitiva nell’ottobre 2026.

Con la notifica del provvedimento si apre adesso la fase esecutiva della pena, che la trentacinquenne continuerà a scontare in regime di detenzione domiciliare.

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