Sciopero generale oggi: cortei a Palermo e Catania, nel Ragusano piazza a Pozzallo

Sciopero generale oggi: cortei a Palermo e Catania, nel Ragusano piazza a Pozzallo

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È il giorno dello sciopero generale. Oggi, venerdì 30 ottobre, incrociano le braccia i lavoratori pubblici e privati chiamati alla mobilitazione dall’Usb e da altre sigle del sindacalismo di base, tra cui Adl Cobas, Clap e Unicobas. Al centro della protesta ci sono il carovita, salari che non tengono il passo dei prezzi e quella che il sindacato chiama «economia di guerra», cioè l’aumento delle spese per gli armamenti. Le piazze annunciate sono più di quaranta in tutta Italia. Ma la vigilia è stata segnata da due tensioni: lo scontro con il governo sui trasporti e l’allarme del Viminale per possibili infiltrazioni violente nei cortei.

Nel Ragusano si manifesta a Pozzallo

Per la provincia di Ragusa l’appuntamento è alle 17 a Pozzallo, al piazzale dei Marinai, nella zona di Scordapene. La città marinara è stata scelta come punto di riferimento per tutto il territorio ibleo, una scelta che vuole richiamare l’attenzione sul lavoro legato alla logistica, ai trasporti e all’economia del mare. L’orario pomeridiano, a differenza dei cortei mattutini di Palermo e Catania, punta a far confluire anche i lavoratori delle aziende locali a fine turno. Come avevamo anticipato, anche la provincia di Ragusa è tra le piazze della protesta: tra le richieste dell’Usb ci sono aumenti salariali, il ritorno della scala mobile, il blocco dei prezzi dei beni di prima necessità e un taglio dell’Iva sui consumi essenziali.

Palermo e Catania, i cortei del mattino

In Sicilia le altre due piazze sono a Palermo, alle 9 in piazza Politeama, e a Catania, dove il corteo partirà alle 9.30 dall’ingresso del porto e attraverserà via Dusmet fino a piazza Stesicoro. Proprio i porti sono uno dei fronti della giornata: lo sciopero si intreccia con una mobilitazione internazionale contro il traffico di armi che coinvolge scali di tutto il mondo, e in Italia anche Genova, Livorno, Trieste, Civitavecchia e Gioia Tauro. A Catania l’Amts avverte che tra le 9 e le 16 i bus potranno subire variazioni e rallentamenti: diverse linee saranno deviate e l’Alibus, che mantiene il capolinea all’aeroporto, non entrerà nell’area portuale.

Trasporti precettati, ma l’Usb non arretra

Il nodo più delicato riguarda chi deve mettersi in viaggio. Il ministero delle Infrastrutture ha firmato martedì un’ordinanza di precettazione per trasporto aereo, ferroviario e marittimo, trasporto pubblico locale e taxi, dopo che la Commissione di garanzia aveva segnalato la violazione del periodo di franchigia legato al ponte dei Morti, quando gli scioperi nei servizi essenziali sono vietati. Il gruppo Fs ha quindi confermato la circolazione regolare dei treni. L’Usb, però, sostiene che lo sciopero resta «perfettamente in piedi» anche nei trasporti e ha annunciato che i delegati aderiranno comunque, accettando eventuali sanzioni. Il risultato è un quadro incerto: i servizi dovrebbero funzionare, ma non si possono escludere ritardi o corse saltate per adesioni individuali. Prima di partire conviene controllare i canali di Trenitalia, delle aziende di trasporto come Ast, Amat e Amts e delle compagnie aeree.

Scuole, uffici e sanità

Lo sciopero riguarda anche docenti e personale Ata: saranno le singole scuole a comunicare alle famiglie se le lezioni si svolgeranno regolarmente, quindi meglio verificare prima di accompagnare i figli. Possibili rallentamenti e chiusure anche negli uffici pubblici. Nella sanità restano garantiti l’emergenza e il pronto soccorso, mentre le attività programmate potrebbero subire interruzioni.

Il Viminale blinda le piazze: «Gli allarmi ci sono»

Sul piano nazionale a preoccupare è l’ordine pubblico. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha riunito in videoconferenza prefetti, questori e vertici delle forze di polizia dei capoluoghi di regione, Palermo compresa, per esaminare gli scenari delle aree più sensibili. Il Viminale parla di un «articolato dispositivo» per tutelare chi manifesta pacificamente e isolare chi cerca lo scontro, con rinforzi sul territorio e un monitoraggio costante di intelligence e investigatori. «Gli allarmi ci sono», ha ammesso Piantedosi, definendo «molto insidioso» il modo in cui le piazze vengono mobilitate attraverso i social, ma «nulla di diverso» rispetto a quanto già affrontato. Il timore è che si ripetano scene come quelle dei recenti scontri di Milano, dove tra i protagonisti c’erano molti minorenni. Le città più osservate sono Roma, dove il corteo parte alle 10.30 da piazza dei Cinquecento, Milano, con partenza alle 10 da piazza Duca d’Aosta e l’obiettivo dichiarato di bloccare la circolazione, e Torino.

Cosa può cambiare in Sicilia

Per l’isola il rischio principale è legato alla mobilità. Lo sciopero cade nel giorno in cui comincia il lungo fine settimana dei Morti, quando migliaia di siciliani rientrano a casa o si spostano tra le province: è proprio per proteggere questi viaggi che la franchigia vieta gli scioperi nei trasporti. Treni, voli e collegamenti marittimi sono precettati, ma eventuali adesioni individuali potrebbero tradursi in ritardi proprio nelle ore di maggior traffico. Le ricadute più probabili restano quelle su scuole, uffici pubblici e attività sanitarie programmate, oltre al traffico nei centri di Palermo e Catania durante i cortei. E arriva in un autunno già difficile per l’economia siciliana, dopo che il fermo dei tir delle scorse settimane aveva messo in ginocchio l’ortofrutta e la distribuzione.

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