Elio Vittorini, da Scicli a Milano: la città che ispirò lo scrittore torna protagonista

Elio Vittorini, da Scicli a Milano: la città che ispirò lo scrittore torna protagonista

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C’è un pezzo di Scicli nella grande letteratura italiana del Novecento. E quel pezzo porta la firma di Elio Vittorini, lo scrittore nato a Siracusa nel 1908, cresciuto anche tra le suggestioni della città barocca e diventato uno dei protagonisti della cultura italiana. A sessant’anni dalla sua morte, avvenuta a Milano nel 1966, l’Università Statale gli dedica un importante appuntamento di studi che riporta l’attenzione anche sul rapporto tra Vittorini e Scicli.

Mercoledì 28 ottobre, alle 14.30, nella sede universitaria di via Festa del Perdono 7, il Centro Apice organizza il seminario “Ancora tra le carte di Elio Vittorini: progetti e idee per il presente”. Un viaggio tra manoscritti, corrispondenze e progetti editoriali, molti dei quali ancora poco conosciuti.

Scicli, la città dell’infanzia diventata letteratura

Vittorini trascorse parte dell’infanzia a Scicli, dove il padre ferroviere si era trasferito con la famiglia. Un legame destinato a sopravvivere negli anni e a riaffiorare nella sua produzione letteraria.

In “Conversazione in Sicilia” alcuni luoghi e atmosfere richiamano la città iblea, dalle grotte di Chiafura ai valloni. Ma è soprattutto in “Le città del mondo”, romanzo incompiuto pubblicato postumo nel 1969, che Scicli conquista uno spazio riconoscibile, trasformandosi da luogo geografico in paesaggio dell’immaginazione.

Proprio quest’opera sarà al centro di uno degli interventi del seminario milanese. Emma Garroni, dell’Università di Padova, esaminerà i materiali preparatori del romanzo e i rapporti con le edizioni francesi e inglesi. Un’occasione per approfondire il laboratorio creativo dello scrittore e, indirettamente, il posto occupato da Scicli nella sua narrativa.

Le carte inedite e l’eredità di Vittorini

Il programma prevede anche studi sul carteggio con Enrico Falqui, sull’antologia mai pubblicata “Domaine italien”, su un dramma inedito dedicato all’Ungheria del 1956 e sull’adattamento teatrale e radiofonico di “Conversazione in Sicilia”.

A concludere l’incontro sarà la presentazione del volume “L’azzardo del tradurre. Il carteggio Vittorini-Mondadori 1933-1940”.

Da Scicli a Milano, dunque, il filo della memoria letteraria continua a intrecciarsi con la ricerca. Perché Vittorini non ha soltanto raccontato la Sicilia: ha trasformato i luoghi della propria infanzia in una geografia universale, consegnando anche Scicli alla storia della letteratura italiana.

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