Prime Comunioni, a Palermo scoppia la protesta: lunedì tutti davanti alla Curia

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A Palermo la questione delle Prime Comunioni torna davanti alla Curia. Lunedì 5 ottobre, dalle 9.30 alle 11, Confimprese Palermo e una rappresentanza del Comitato “Fede, Economia e Comunità” saranno in sit-in davanti alla sede dell’Arcivescovado, in via Matteo Bonello 2. Una protesta che arriva dopo settimane di tensioni, richieste di confronto e tentativi di mediazione attorno al nuovo percorso di iniziazione cristiana voluto dall’Arcidiocesi guidata da monsignor Corrado Lorefice.

Il nodo è ormai noto. Il nuovo progetto catechistico diocesano, elaborato dopo un percorso di revisione iniziato diversi anni fa e divenuto operativo dall’anno pastorale 2025-2026, prevede un cammino di formazione più lungo, della durata complessiva di cinque anni, con un’impostazione che tende a ricondurre Prima Comunione e Cresima all’interno di un unico percorso di iniziazione cristiana. Nelle intenzioni della Diocesi, il modello dovrebbe superare la logica del “catechismo finalizzato al sacramento” e accompagnare invece bambini e famiglie in un cammino più strutturato di crescita nella fede.

La Curia, però, finora ha difeso con decisione l’impianto del nuovo progetto. In una nota ufficiale del 21 settembre, l’Arcidiocesi ha ribadito che il percorso è nato dopo anni di confronto e che ha come obiettivo il bene delle famiglie e dei ragazzi. La proposta di corsi accelerati viene considerata incompatibile con lo spirito della riforma, perché rischierebbe, secondo la posizione espressa dalla Diocesi, di comprimere proprio quel tempo di maturazione personale e comunitaria che il nuovo percorso vuole valorizzare. chiesadipalermo.it

Dietro la questione pastorale c’è però anche un problema economico che ha assunto dimensioni rilevanti. La nuova scansione dei sacramenti ha infatti ripercussioni su un intero indotto composto da ristoratori, sale ricevimenti, negozi di abbigliamento, fotografi, fioristi, pasticcerie, bomboniere e altre attività legate alle celebrazioni familiari. Confimprese ha parlato nelle ultime settimane di perdite potenziali comprese tra 20 e 30 milioni di euro, una stima dell’associazione che fotografa comunque la forte preoccupazione di numerose microimprese cittadine.

La polemica ha già coinvolto anche il sindaco di Palermo Roberto Lagalla, che nelle scorse settimane ha tentato una mediazione scrivendo all’arcivescovo. Proprio quell’intervento aveva convinto Confimprese a sospendere un primo sit-in previsto per il 22 settembre. La richiesta, però, non ha prodotto finora quel confronto diretto che gli operatori continuano a chiedere, e da qui la decisione di tornare in piazza lunedì.

“Non abbiamo mai interferito nel merito della riforma”, ribadisce il presidente di Confimprese Palermo Giovanni Felice, che chiede alla Curia un incontro “senza pregiudiziali” per verificare se sia possibile conciliare il nuovo percorso pastorale con una soluzione limitata esclusivamente al periodo di transizione.

La partita, dunque, resta aperta e va ben oltre il semplice calendario delle Comunioni. Da una parte la Chiesa rivendica pienamente la propria autonomia nel definire tempi e modalità della catechesi; dall’altra imprese e famiglie chiedono che il passaggio al nuovo modello tenga conto delle situazioni già in corso e delle conseguenze che il cambiamento sta producendo.

Lunedì mattina queste due esigenze torneranno simbolicamente a incontrarsi, questa volta sul marciapiede davanti alla Curia. E il punto vero della protesta sarà proprio questo: capire se, tra la linea pastorale tracciata da Lorefice e le richieste degli operatori, esista ancora uno spazio per una soluzione transitoria.

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